A chi ci ha seguito e accompagnato negli ultimi tre anni

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Non sta a me, anche se ho affrontato l’incarico che si conclude come un difficile esame, esprimere un giudizio sugli ultimi tre anni trascorsi alla guida di una delle più prestigiose aziende ospedaliere della nostra Regione: sta, più legittimamente, a chi legge e ai pazienti che con attese e speranze si rivolgono ai nostri ospedali.

Non seguirà, quindi, un elenco di risultati o realizzazioni, ma un sincero ringraziamento a quanti in questo periodo hanno contribuito a fare si che si sia potuto avviare e consolidare un processo di cambiamento e trasformazione complesso che trova oggi poste le necessarie premesse al definitivo completamento dell’assetto della nostra Azienda Ospedaliero Universitaria.

Concludo così un lungo percorso che mi ha visto nascere professionalmente 45 anni addietro come medico residente presso la Clinica Medica del Prof. Francaviglia e crescere, pressoché costantemente, negli ospedali di riferimento dell’Università degli Studi della nostra città con una parentesi presso altre strutture della sanità dell’isola; un percorso che mi ha dato sicuramente più di quanto io stesso abbia potuto e saputo profondere in impegno e attività.

È così inevitabile per me in questi giorni, nel riannodare il filo di questa storia personale, mettere assieme le tappe che si sono in questi anni succedute, scoprendo con piacere che il ricordo più autentico e felice è quello delle decine di centinaia di rapporti costruiti e vissuti con colleghi, professionisti e istituzioni accademiche e della società civile con cui ho avuto modo di condividere successi e sconfitte, ma soprattutto con pazienti e loro familiari attraversati da insicurezze e paure di fronte alla malattia e alla ricerca di un sistema di relazioni rassicurante che non sempre gli ospedali della medicina parcellizzata e tecnologica sono in grado di offrire.

Si chiude così per me una storia personale lunga e gratificante in una fase in cui sono ancora in corso importanti trasferimenti di unità operative che cambieranno la fisionomia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria completando l’offerta sanitaria del nostro bacino ed in cui siamo alla vigilia della grande migrazione in nuova sede del più antico ospedale della Sicilia che con l’occasione riguadagnerà il suo antico nome di San Marco.

Non sarà una passeggiata, né un pranzo di gala, ma so che la conduzione dell’Azienda sarà lasciata in solide mani, che un gruppo coeso di dirigenti e funzionari amministrativi saprà ben gestire questo impegnativo traghettamento e che i nostri Direttori di Dipartimento, Medici, Operatori Tecnici e Sanitari, sapranno interpretare con la grande capacità professionale che possiedono il ruolo adeguato a governare con grande perizia, accortezza e attenzione tale fase di cambiamento.

Ed è questo convincimento che unisce, all’emozione che accompagna il saluto a conclusione di questi anni di impegno, la profonda certezza di un ulteriore sviluppo dell’orientamento al servizio che pervade la nostra Azienda Ospedaliero Universitaria nel raggiungimento dei suoi traguardi.

Salvatore Paolo Cantaro