Conferenza dei Comitati Consultivi - Bollettino Speciale

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Bollettino speciale del 23 ottobre 2012

 

I COMITATI CONSULTIVI DELLE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE SICILIANA INCONTRANO I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA

Associazionismo in campo con un solo obiettivo: conoscere, approfondire, analizzare lo scenario sanitario insieme a coloro che domani ci rappresenteranno tra gli scranni del Governo regionale.

Con questo spirito il presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi, Pieremilio Vasta, ha voluto mettere a confronto i candidati alla presidenza della Regione Siciliana, attraverso la partecipazione attiva di tutti coloro che - quotidianamente - vivono le criticità degli ospedali, partecipano al dolore dei malati, toccano con mano le problematiche degli utenti e degli operatori.

Non solo un "faccia a faccia" per capire quale sarà la strada che vorranno intraprendere i politici dei differenti schieramenti, ma un modo innovativo per raggiungere i cittadini attraverso i new media: social, youtube, directory mailing.

È per questo che durante gli incontri - che hanno chiamato a raccolta i volontari di decine di associazioni presso il Policlinico di Catania - sono state effettuate anche interviste video seguendo un format volto alla diffusione online per tutti gli stakeholders, ovvero per i "portatori d'interesse" del sistema sanità. Stesse domande per tutti, stesso registro per far emergere solo i contenuti, la sostanza, la vera essenza dei programmi elettorali. Prima di far questo, la Conferenza dei Comitati Consultivi e la Consulta Regionale della Sanità hanno riassunto, all'interno di un dossier, lo stato dell'arte, lo scenario che si é creato in Sicilia a seguito della legge di riordino del 2009, per offrire contestualmente ai candidati il punto di vista di chi, la sanità, la vive con consapevolezza e voglia di cambiamento.


 

Quale Sanità per i Cittadini Siciliani

estratto dal Dossier "Quale Sanità per i Cittadini Siciliani"

Il fragore disastroso che in questi giorni risuona e rimbalza dalla politica, incrinandone profondamente la credibilità ed aprendo interrogativi sulla stessa sostenibilità del progetto federalista regionale, non crediamo debba offrire alibi al disimpegno ma, anzi, imporre ai cittadini siciliani, che si accingono ad esprimere il prossimo governo, una loro presenza più attiva e più vigile.

E’ con questo spirito che la Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Siciliana, l’organismo di partecipazione civica che ha avuto pieno riconoscimento nella recente decretazione del D.A. 1874 del 21.09.2012, si propone di incontrare e dialogare con i Candidati alla Presidenza.

La partecipazione dei cittadini all’attuazione degli obiettivi di qualificazione della sanità attraverso l’innovazione di una governance duale - gestione aziendale e controllo civico - introdotta dalla legge di riordino del SSR, rappresenta una risorsa in grado di contribuire alla sostenibilità ed equità del Sistema Sanitario davanti alle sfide poste dalla congiuntura della finanza pubblica ed ancor più per la necessità di contrastare una sanità introversa, chiusa nelle sue preoccupazioni amministrative, sostanzialmente indifferente ai cambiamenti della realtà sociale ed ai bisogni degli utenti.

 

I pilastri della riforma sono programmazione, obiettivi, controlli, responsabilità, premialità e sanzioni e per questo si è ripartiti dalla programmazione sanitaria affidata allo strumento del Piano Sanitario Regionale. Perché, allora, il traguardo del miglioramento promesso resta ancora lontano agli occhi del cittadino?
I problemi non stanno nella riforma bensì nell’inadeguatezza gestionale della sua applicazione e richiamano la responsabilità politica nella scelta del management, in genere preferito fedele più che competente, a partire dai vertici e giù, giù, a cascata.
 
Prima di criticare la Legge 5/2009 bisogna conoscerla, la soluzione non è riscriverla.
 
I Comitati Consultivi sono tra i primi frutti maturi della riforma sanitaria.

La possibilità di disporre di approcci e strumenti che permettono anche ai cittadini di poter valutare in tempo reale la pianificazione delle attività a fronte degli impegni assunti (politicamente e/o istituzionalmente) presenta due importanti valori aggiunti:

- il primo è quello di promuovere il superamento della barriera e/o mancanza di fiducia che si è creata fra istituzioni e cittadini;
- il secondo è quello di avviare quel meccanismo virtuoso determinato dal controllo dei cittadini (attraverso risultati in rete) che potrà condurre la pubblica amministrazione a ricercare la sua massima efficienza, accettando la sfida di affrontare le criticità ed entrando nel vivo dei processi, delle politiche, delle scelte.
 
Miglioramenti sono possibili in quanto i risultati di risanamento finanziario sono stati raggiunti.
 
La complessità del sistema sanitario ed il processo di una aziendalizzazione incompiuta disegnano in salita il percorso della riforma regionale ed in questo percorso “i Cittadini come risorsa per il Servizio Sanitario Regionale” rappresentano una leva insostituibile per la sua salvaguardia.
A partire da questa iniziativa di confronto, i Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie chiedono al Candidato Presidente della Regione Siciliana di portare avanti la democrazia partecipativa non soltanto in sanità, ma in tutti i comparti dell’amministrazione regionale, affrancando così la cultura politica dal servaggio clientelare e nobilitando l’impegno come servizio ai cittadini. 
 

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I Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Siciliana e la Consulta Regionale della Sanità incontrano i Candidati alle elezioni del 28 ottobre 2012 alla Presidenza della Regione    

La Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Sicilia e la Consulta Regionale della Sanità hanno proposto ai Candidati alla Presidenza della Regione un incontro con un’ampia rappresentanza di associazioni civiche per un confronto nel merito del Sistema Sanitario Regionale.

In occasione del confronto sono state illustrate le criticità emerse dalle verifiche civiche condotte, avanzando le istanze relative alle azioni da intraprendere per il miglioramento della qualità dei processi assistenziali, e  sono stati chiesti  i proponimenti programmatici che – in caso di vittoria elettorale –  vorrebbe avviare in Sanità da nuovo Presidente della Regione.

In quella sede, inoltre, è stata effettuata una breve intervista e realizzato un contributo video (che metterà a confronto tutti i Candidati alla Presidenza) da veicolare in maniera “virale” attraverso il web e da diffondere ai nostri Stakeholders, per condividere con tutti gli interlocutori del sistema-sanità, idee, ragioni, azioni, collaborazioni, scelte della che sua azione di governo. (leggi Invito)

 

 

 

Gli incontri e le interviste mandate in rete sono quelle svolte entro la data limite per realizzare questo reportage.

Tutti i Candidati sono stati invitati ad intervenire ma non tutti hanno dato riscontro.

Per quanto riguarda i Candidati Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci  siamo rammaricati di non potere riportare l’intervista preventivamente accettata perché, sebbene ricevute ripetute  adesioni all’invito,  è mancata  la definizione della data in tempo utile.

A tutti è stato  inoltrato  il dossier “Quale Sanità per i cittadini siciliani”, annunciato nella lettera d’invito.  Il punto di vista dei Comitati Consultivi nel merito delle criticità evidenziate  rimane alla valutazione di ogni Candidato che  decide in che modo tenerne conto e come farlo sapere.

L’intervista di Claudio Fava, in vece di Giovanna Marano subentrata nella candidatura, si motiva in quanto  l’incontro era già stato definito con il Candidato originario. 

 

 

GIANCARLO CANCELLERI

Cartella cliniche digitali, libretto del paziente e aggiornamento in real time delle prenotazioni

Diverse sono le azioni che intraprenderei in ambito sanitario – ha detto Cancelleri ai rappresentanti dei Comitati Consultivi – di certo inizierei incrementando le attività di prevenzione e di educazione alla salute, con maggiori controlli sugli alimenti – attraverso il lavoro degli ispettori sanitari – e potenziando la collaborazione con i pediatri di base per il monitoraggio di infanzia e adolescenza. 

Investirei inoltre sui consultori familiari e finanzierei la ricerca indipendente, in particolare quella sulle malattie rare, anche attraverso presentazione di progetti alla comunità europea o attingendo dai fondi destinati alla tabella H.

Un’attenzione particolare credo si debba rivolgere alla funzionalità della tessera sanitaria elettronica in cui vengono immagazzinate tutte le informazioni cliniche dei malati, (vaccini, esami, patologie, cure, ecc.) così da evitare lunghe anamnesi e incomprensioni. (approfondisci)

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ROSARIO CROCETTA

Meritocrazia, abbattimento delle liste d’attesa e una centrale unica d’acquisto

La legge regionale del 2009 é un importante passo avanti verso il riordino della sanità regionale – ha spiegato Crocetta - tanti i miglioramenti introdotti nell'obiettivo di mettere in primo piano il cittadino, titolare del diritto alla salute e soggetto attivo del percorso assistenziale. La mia valutazione complessiva è dunque positiva, anche se esistono diverse criticità nell’applicazione della forma.

Tra le azioni che porterei avanti in un prossimo scenario politico, di certo la meritocrazia e la competenza nella scelta dei direttori generali. La politica non può e non deve entrare nella scelta e nelle nomine, queste devono essere fatte sulla base dei titoli e affidate a commissioni esterne indipendenti.

L'articolo 19 della legge 5/2009 é una buona base di partenza per andare verso questa direzione e insisterò affinché la valutazione delle performance individuali non resti un vago riferimento normativo. Credo inoltre sia necessario ridurre le lunghe liste di attesa per l'accesso ai servizi ed alle cure. (approfondisci)

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MARIANO FERRO

Risparmio sull’acquisto dei materiali e rafforzamento della medicina territoriale

«La riforma del 2009 ha dei meriti indiscussi come l’adeguamento ad alcuni standard internazionali per migliorare la sicurezza delle prestazioni – ha sottolineato Crocetta - la chiusura dei punti nascita che mostrano indici operatori con meno di 200/parti anno, per esempio, rappresenta una indubbia e oggettiva garanzia per le future mamme.

Ma tante altre scelte lasciano molto perplessi: basti pensare alla chiusura o all’accorpamento di reparti o interi ospedali periferici: se queste misure sono solo un mezzo per “fare quadrare i conti” portando allo smantellamento della sanità territoriale, le avverseremo con forza.

Se un ospedale viene privato di alcuni reparti per la logica degli accorpamenti si deve prima pensare a come utilizzare strutture e professionalità lì presenti invece di creare nuovi deserti. Bisogna inoltre tenere in considerazione le caratteristiche dei territori e dei collegamenti viari: un servizio di emergenza ed assistenza adeguato deve essere garantito a tutti. In ordine, poi, alle azioni concrete da mettere in campo, ecco di seguito i provvedimenti che prenderei. (approfondisci)

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 CLAUDIO FAVA PER GIOVANNA MARANO

Potenziamento della medicina territoriale e Centro di prenotazione unificato a livello regionale

“Le Carte di Governo” sono ipotesi di lavoro aperte al contributo dei Cittadini per la definizione del programma che dovrà guidare l’azione del candidato Presidente Giovanna Marano.

Quella relativa alla sanità – ricompresa tra le azioni necessarie “Per la conversione dell’economia e della società” - annovera diversi punti. Fino ad oggi, e da troppi anni, la salute in Sicilia è stato un diritto negato. Si spendono 9 miliardi di euro l’anno, ma i cittadini ancora non conoscono livelli garantiti ed essenziali di assistenza.

È impossibile prenotare un esame diagnostico senza doversi recare in più ospedali, pagare ticket esorbitanti per ottenere prenotazioni a distanza di mesi, mentre i pronti soccorso assomigliano a gironi infernali dove le attese durano l’intera giornata. La carenza di organici del personale sanitario, medici ed infermieri, l’insufficienza dei posti letto e la consuetudine ormai del ricovero in barella, segnano in negativo la qualità della maggior parte degli ospedali della nostra isola. I tagli lineari della riforma Russo hanno penalizzato, fra l’altro, la sanità pubblica d’eccellenza, affidandola ai grandi poli privati. (approfondisci)

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