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Vaccinarsi contro l'influenza con un cerotto

Si conserva a 40 gradi centigradi anche per un anno e lo si può applicare da soli. E soprattutto è sicuro e efficace: il cerotto a micro-aghi o vaccine patch stimola negli esseri umani una forte risposta immunitaria, simile a quella provocata dalla vaccinazione tradizionale con ago e siringa. Lo sostiene uno studio pubblicato su The Lancet, realizzato da ricercatori del Georgia Institute of Technology  e della Emory University di Atlanta, che per la prima volta lo hanno testato sugli esseri umani.
 
Come funziona. Il  vaccine patch consiste in un supporto adesivo di circa un centimetro quadrato con una faccia ricoperta di 100 microscopici aghi che incapsulano il vaccino. Una volta applicato sulla cute, in una ventina di minuti gli aghi si auto-dissolvono rilasciando il farmaco. Il supporto adesivo, non essendo materiale tagliente o pungente, non ha bisogno di procedure speciali di smaltimento.
 
I vantaggi? Salute pubblica e risparmio. Se i risultati di sicurezza e di efficacia ottenuti dalla sperimentazione in Fase 1 verranno confermati da altri e più ampi studi, l’utilizzo su ampia scala di questa nuova forma di vaccinazione potrebbe avere ricadute positive su almeno un paio di fronti: quello sanitario, perché essendo autosomministrabile faciliterebbe l’aderenza alla vaccinazione contro l’influenza stagionale, una malattia che ancora oggi solo nel nostro paese miete circa 7000 vittime a causa delle complicanze e dove la copertura vaccinale degli anziani è sotto il 50%. E quello economico: perché il nuovo preparato rimanendo stabile e quindi efficace fino a 40 gradi centigradi, può essere conservato e distribuito fuori dalla cosiddetta catena del freddo. Inoltre questo cerottino è facile da 'smaltire', rispetto agli aghi e le siringhe, ed è quindi ecologico.
                                     
Lo studio. I ricercatori del GIT e della Emory hanno reclutato  100 persone tra i 18 e i 49 anni e li anno suddivisi in modo casuale in quattro gruppi: quelli ai quali un medico avrebbe applicato il vaccine-patch con vaccino, coloro a cui sempre un professionista avrebbe somministrato un vaccino tradizionale con iniezione, quelli ai quali il medico avrebbe applicato un patch con placebo, e infine coloro che, precedentemente istruiti con un breve video, si sarebbero auto-applicati il vaccine-patch sul polso.
 
Stessa efficacia, uguale sicurezza, maggiore accettabilità. I risultati? Ebbene, a 28 giorni dalla vaccinazione la risposta immunitaria  era simile in tutti i gruppi dei vaccinati, indipendentemente dalla procedura utilizzata: iniezione o cerotto. A sei mesi, nessuno si era ammalato di influenza e nessuno aveva segnalato effetti collaterali importanti (se si escludono sensazione di dolore, più spesso riferito all’interno del gruppo vaccinato con iniezione, e rossore e prurito più frequenti tra chi aveva sperimentalo il cerotto). Infine, dopo 28 giorni dal momento della  vaccinazione, il 70 per cento di quelli che avevano utilizzato il cerotto ha dichiarato di preferirlo alla puntura.
                                                                                
Vaccinarsi ovunque? “Nonostante le raccomandazioni molte persone non si vaccinano contro l’influenza, i cerotti a micro-aghi potrebbero semplificare la distribuzione dei vaccini anti-influenzali”,  ha dichiarato Nadine Rouphael, della Emory University e primo autore dello studio.  “Abbiamo visto  - ha ripreso - che il vaccino è stabile fuori della catena del freddo, il che significa che può essere conservato su un qualsiasi scaffale di farmacia. Inoltre il patch  è stato auto-applicato in modo sicuro dai partecipanti allo studio, il che significa che si potrebbe prevedere la vaccinazione a casa, o sul posto di lavoro o addirittura una distribuzione del vaccino via posta. Questi vantaggi potrebbero ridurre i costi della vaccinazione contro l’influenza e potenzialmente aumentare la copertura vaccinale. I nostri risultati – ha concluso l’autrice - hanno ora bisogno di essere confermati da indagini più ampie”.
 
Paesi in via di sviluppo. In un commento ai risultati ottenuti negli USA, Katja Höschler e Maria Zambon del National Infects Service del dipartimento di salute pubblica britannico hanno invece sottolineato i benefici che questa nuova opzione vaccinale potrebbe apportare alla vaccinazione anti-influenzale nei paesi a basso a reddito: "Se nei paesi ricchi non farsi vaccinare è principalmente una scelta - hanno riflettuto le due esperte - in molti paesi a basso reddito i programmi nazionali di vaccinazione contro l'influenza sono scarsi. Le caratteristiche più interessanti del patch a micro-aghi sono il suo basso costo, la sicurezza e gli aspetti relativi allo stoccaggio. La possibilità di conservarlo per un anno a 40° centigradi e di smaltirlo facilmente rappresentano progressi marcati rispetto ai vaccini tradizionali".

"I patch a micro-aghi - hanno concluso Höschler e Zambon - hanno la potenzialità di diventare candidati ideali per i programmi di vaccinazione nei contesti con scarse risorse economiche, ma non soltanto, anche per chi oggi preferisce non vaccinarsi, e per la popolazione pediatrica. A condizione che indagini cliniche in fase avanzata ne confermino l’efficacia".



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