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Maggiore senso all’istituto
dei Comitati Consultivi Aziendali

  Dopo otto anni dalla prima costituzione, avvio ed esperienza dei CCA è tempo di fare una riflessione sul loro futuro. Ed è bene farlo ad inizio del 2018 che ne vede il terzo rinnovo, cominciato per alcuni nel 2017.  Il frutto più tangibile prodotto dall’albero dei CCA è la Rete Civica della Salute (RCS). Un progetto d’inclusione sociale, una chiamata pubblica di cittadini consapevoli riconosciuti dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) e coordinati per la migliore tutela della salute, per sé ed i propri cari.

Lo sviluppo della RCS rafforza la rappresentatività e l’operatività dei CCA nel perseguire la propria missione. Che è, lo ricordiamo, realizzare la partecipazione determinante della società civile all’attuazione degli obiettivi di qualificazione della Sanità: centralità del cittadino e umanizzazione dell’assistenza.

Vediamo perché e come.

La società civile italiana per dirigersi verso l’equilibrio tra salute, economia e tutela ambientale, nella concezione nuova e necessaria di sviluppo, ha bisogno improcrastinabile di formazione civica e riscoperta del valore dei doveri verso i beni comuni. Occorre educare alla sussidiarietà orizzontale, formare truppe di riserva che intervengono diffusamente e spontaneamente a orientare e sostenere le politiche pubbliche sui beni comuni: salute, ambiente, beni culturali. Educatori civici per l’esercizio più responsabile dei diritti.

L’obiettivo più alto della RCS è promuovere la cultura individuale della responsabilità civica, del senso autentico di comunità e cittadinanza, dell’educazione alla convivenza civile, a saper essere catalizzatori di sviluppo culturale e risanamento del degrado nei servizi pubblici essenziali, specie quelli che impattano sulla qualità della vita urbana, si pensi soprattutto allo smaltimento dei rifiuti.

Nell’era della globalità, patria è il mondo. Nuovo senso di amor di patria è chiamare all’azione ed istruire educatori civici per l’esercizio più responsabile dei diritti. Questo significa fare il Riferimento Civico della Salute. Un modo concreto per apprezzare e onorare la propria Cittadinanza, perché secondo la Costituzione Italiana lo Stato siamo noi. 

In atto la RCS, con un solo clic, dialoga con una mailing list di 47.456 cittadini siciliani, distribuiti in 331 dei 390 Comuni siciliani.  La crescita di questo frutto è più avanzata laddove i CCA sono più operosi e riconosciuti.

Per continuare la riflessione sul nuovo senso da imprimere ai Comitati Consultivi Aziendali è opportuno richiamare in una scheda di sintesi i riferimenti normativi dei CCA.

L’ordinamento è la teoria, scritta sulla carta. La realtà, in generale, evidenzia un’esperienza di esercizio della partecipazione civica difficile da impiantare su un terreno ancora molto da dissodare. Per duplici cause, interne ed esterne al CCA:

  1. Scarsa continuità di presenza ed effettiva partecipazione, insufficiente formazione e competenza acquisita, carente motivazione e spirito d’iniziativa dei Componenti dei CCA;
  2. Scarsa considerazione del management sanitario verso l’empowerment del cittadino, poca conoscenza del CCA dentro gli assetti organizzativi aziendali, resistenza delle Funzioni aziendali ad aprirsi alla collaborazione sussidiaria ed alla valutazione esterna, quali opportunità di miglioramento.   

Quindi, occorre una migliore prospettiva di lavoro per dare un nuovo senso e rendere più efficaci i CCA, in particolare quelli delle Aziende Sanitarie Provinciali.

La verifica della funzionalità dei servizi aziendali, ed il resto dei compiti, in una ASP che gestisce la tutela della salute sull’intero territorio provinciale, non può essere fatta senza articolare il CCA sull’intero territorio provinciale, senza estendere la partecipazione civica per presidiare Ospedali ed Ambulatori ed organizzare deleghe operative permanenti delle funzioni del Comitato Consultivo in tutti i Distretti Sanitari dell’ASP.

Mettere in campo un’organizzazione decentrata del CCA, col necessario coordinamento centrale, necessita la disponibilità di notevoli Risorse Umane da reperire, formare e valorizzare.

La possibilità viene data proprio dal progetto della Rete Civica della Salute da sviluppare nei Distretti Sanitari che sono a diretto contatto con i Comuni e le Scuole, partner istituzionali nei territori di riferimento. Comuni e Scuole con cui ciascuna ASP stipula gli Accordi di Collaborazione  per l’inclusione nella RCS.

Sono già 308 i Riferimenti Civici della Salute registrati, attivi ed in progressiva copertura dei 390 Comuni della Sicilia. Questi Cittadini avranno una formazione di base per svolgere le funzioni previste nell’Atto d’Indirizzo della RCS, esplicate nel link di approfondimento sopra indicato, e diventeranno, in qualità di Riferimenti Civici riconosciuti dal SSR, la naturale proiezione del CCA sul territorio.

C’è da fare un grande lavoro d’inclusione, formazione e organizzazione di operatività civica nei Distretti Sanitari che, di conseguenza, comporta il rafforzamento di attività e risultato dei CCA. In tal modo si può  ridisegnare ed arricchire la composizione dei Tavoli tematici del CCA, che risulteranno non solo composti dai Componenti effettivi (alle volte  inoperosi) ma implementati dalle collaborazioni sul territorio, secondo le attività e gli obiettivi assegnati.

Fermo restando la previsione normativa di elezione del Presidente e Vicepresidente, di buona volontà e disponibilità necessarie all’oneroso coordinamento centrale,  siffatto sviluppo organizzativo comporta  Deleghe presidenziali nei Distretti Sanitari affinché siano costruite ed attivate, in ciascuno, le funzioni decentrate per assicurare piena e diffusa attuazione dei compiti del CCA: di verifica e valutazione dei servizi assistenziali secondo metodologia concertata col SSR, di elaborazione e monitoraggio dei Piani aziendali di miglioramento dell’Umanizzazione (obiettivo regionale), di segnalazione delle criticità, di tutela degli Utenti.

Queste considerazioni programmatiche sono rivolte per fornire ispirazione ed impulsi affinché i Comitati Consultivi Aziendali disegnino e realizzino una modalità più efficace della mediazione civica e tutela dei diritti, prevista dalla l.r. 5 del 2009.

                                                                                                                              Pieremilio Vasta

P.S.

Nel doveroso ricordo tragico degli 80 anni (1938-2018) delle leggi razziali varate in Italia dal regime fascista, invito i lettori, i più giovani specialmente, a visionare ed ascoltare il discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che proponiamo nel seguente video: