Comunicato stampa del 28 luglio 2008, Catania

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SANITA’, SOTTOSCRITTO IL CONTRATTO D’APPALTO PER IL NUOVO
SAN MARCO E IL CENTRO DI ECCELLENZA ORTOPEDICO DI CATANIA

CATANIA  - E’ stato stipulato e sottoscritto il contratto d’appalto che consentirà di dare il via ai lavori del nuovo ospedale S. Marco di Catania e del Centro di Eccellenza Ortopedico entro il prossimo 15 settembre.
 
Si tratta di due opere grazie alle quali Catania potrà finalmente disporre di una rete ospedaliera rinnovata in tutte le sue componenti.
 
Il progetto esecutivo, presentato da Uniter Consorzio Stabile che si è aggiudicato l’appalto, è stato approvato in via definitiva dall’Azienda ospedaliera Universitaria Vittorio Emanuele – Ferrarotto – S. Bambino di Catania dopo che l’Assessorato regionale alla Sanità ha notificato il Decreto Dirigenziale del 31 gennaio 2008 con il quale il ministero della Salute ha ammesso a finanziamento la realizzazione delle due opere.
 
Si tratta di un progetto avviato molti anni fa, arenatosi per alcuni problemi burocratici, rilanciato tre anni fa dall’assessore regionale Giovanni Pistorio e che adesso finalmente taglia l’importante traguardo dell’avvio dei lavori che dureranno 36 mesi.
 
La firma dell’intesa è stata salutata con grande soddisfazione dall’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo. “Quello di oggi è un atto molto importante; significa che nell’arco di poco più di tre anni la nostra Regione potrà disporre di un altro importante Presidio che costituirà, insieme agli altri centri di Eccellenza, uno dei principali strumenti di contrasto al fenomeno della cosiddetta mobilità sanitaria passiva, oltre che di attrazione nei confronti dell’intero bacino del Mediterraneo. Il nuovo ospedale San Marco e il Centro di Eccellenza Ortopedico si inquadrano nel più ampio intervento di edificazione dei centri di  riferimento oncologico a Messina e pediatrico a Palermo. Più in generale, l’ottica con cui guardiamo alla realizzazione di queste due opere è quella di creare dei Presidi che siano in grado di coniugare la qualità strutturale ed organizzativa alla ricerca scientifica ed innovazione tecnologica.”

Nel nuovo ospedale S. Marco sorgeranno quattro aree di attività:
  • l’Area Chirurgica, con 196 posti letto suddivisi tra le discipline di Cardiochirurgia, Cardiochirurgia Pediatrica, Chirurgia Generale, Chirurgia Maxillo-Facciale, Chirurgia Pediatrica, Chirurgia Toracica, Chirurgia Vascolare, Oculistica, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Otorinolaringoiatria e Urologia;
  • l’Area Medica, con 202 posti letto suddivisi tra le discipline di Angiologia, Cardiologia, Cardiologia Pediatrica, Dermatologia, Ematologia e Trapianto, Gastroenterologia, Malattie Infettive, Medicina Generale, Talassemia, Nefrologia e Dialisi, Neonatologia, Neurologia, Oncologia e Pediatria;
  • l’Area Critica, con 84 posti letto suddivisi tra le discipline di Rianimazione, Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza, Trauma Centre, Stroke Unit, UTIC e UTIN;
  • l’Area Riabilitativa, con 40 posti letto suddivisi tra le discipline di Lungodegenza Riabilitativa e Medicina Fisica e Riabilitazione.
  • Infine 15 posti letto saranno dedicati alla Psichiatria e 23 posti letto alla Libera Professione.

Per quanto concerne il Centro di Eccellenza Ortopedico sono stati previsti complessivi 160 posti letto suddivisi tra le discipline di Chirurgia Colonna Vertebrale, Ortopedia Pediatrica, Chirurgia Sostitutiva Protesica, Chirurgia della Mano, Chirurgia del Piede, Chirurgia dei Tumori Primitivi e Secondari dello Scheletro, Chirurgia Mini-Invasiva, Malattie Reumatiche e Malattie Congenite Rare.
 
“E’ nostra intenzione – spiega Ambrogio Mazzeo, direttore generale dell’azienda Ospedaliera - di consolidare il ruolo del nuovo ospedale S. Marco anche nel settore della ricerca, rafforzando le importanti collaborazioni già avviate con il CNR, l’Istituto Superiore di Sanità e l’industria pubblica e privata. Inoltre la prevista integrazione funzionale fra l’ospedale di alta specialità S. Marco  e il Centro di Eccellenza Ortopedico non potrà che avere una proiezione che va al di là dei confini regionali”.