Conferenza dei Comitati Consultivi- Bollettino di Settembre 2013
versione Web | Archivio Bollettini vai | Aggiungi Comitato Consultivo alla tua rubrica
header CCC


Bollettino n. 9 del 30 Settembre 2013

Presidenza Nazionale
L’indagine condotta su 165 scuole di 18 regioni (in Sicilia sono stati testati plessi a Giarre, Licata, Noto e San Cataldo), ha prodotto l’XI Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola realizzato da Cittadinanzattiva, in collaborazione con la Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, che è stato presentato a Roma, lo scorso 18 settembre.
    Il Rapporto mette in evidenza, tra l’altro, l’esistenza di lesioni strutturali e distacchi di intonaco (che hanno messo a rischio la stessa incolumità degli studenti), di barriere architettoniche e di pavimenti sconnessi (che, ostacolano i percorsi degli studenti con disabilità); di spazi e servizi per i disabili in carrozzina. Rappresenta, altresì, le condizioni presenti legate al benessere ed all’igiene nonché alla somministrazione di farmaci per gli studenti che, nell’orario scolastico, necessitano di medicine; e fornisce un elenco di richieste e proposte per migliorare la situazione.  
    Consultando il sito www.cittadinanzattiva.it è possibile leggere il comunicato emesso nel corso dell’iniziativa di presentazione, scaricare il “Rapporto” e consultare le “graduatorie regionali”.

Segreteria Regionale

Giuseppe Greco, segretario regionale di Cittadinanzattiva Sicilia e coordinatore della Consulta Regionale della Salute ha partecipato alla manifestazione, organizzata lo scorso 27 settembre nell’antisala consiliare del Comune di Acireale, che ha approfondito le tematiche relative a “Il riferimento civico del Servizio Sanitario della Regione Siciliana – La Voce e gli Occhi dei cittadini”. Nel corso del suo apprezzato e brillante intervento, Greco ha sviluppato, con efficaci argomentazioni, il tema particolarmente importante e delicato, specialmente nell’attuale momento, dei “Diritti e Doveri in sanità”.

Agrigento

Con l’inizio del mese di settembre,  la Sezione di Agrigento del TDM ha ripreso la sua normale attività di ascolto e consulenza rivolta agli utenti.
    Il punto di ascolto, situato presso il Poliambulatorio del P.O. “ San Giovanni di Dio “  di Agrigento, resta aperto nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9:30 alle 12:30.
    Gli operatori, durante l’orario di apertura, possono essere contattati telefonicamente al numero 0922.442229.  Le segnalazioni possono essere inviate anche via mail all’indirizzo di posta elettronica della sezione: tdmag@libero.it .
    Le visite degli operatori del TDM presso le varie Unità Operative, concordate nei tempi e nei modi con la Direzione Sanitaria di Presidio, riprenderanno, invece, con l’inizio del prossimo mese di ottobre.

Catania

Sono stati recentemente promossi vari incontri da parte dell’A.S.P. di Catania, intesi alla formazione del personale per la diffusione dei questionari sulla qualità percepita dagli utenti dei servizi ambulatoriali.
    Gli incontri sono stati diretti dal Responsabile della qualità dott. Alfio Cristaudo il quale, nel sottolineare l’importanza della iniziativa, ha richiamato l’attenzione dei responsabili distrettuali della qualità  al massimo impegno per il buon esito del progetto.
    Nell’occasione, Cristaudo ha intrattenuto i presenti sulla normativa regionale, sulla possibilità di accesso alla piattaforma regionale , sulla distribuzione e raccolta dei questionari e l’invio dei dati, chiedendo, nel contempo, al Presidente del Comitato ed ai referenti di Cittadinanzattiva, presenti alla riunione,  sostegno per questa iniziativa che interessa tutti gli ambulatori dell’azienda.     Gli incontri in questione sono stati replicati presso gli Ospedali di Acireale, Paternò e Caltagirone .

Messina

Angela Rizzo, responsabile provinciale del Tribunale per i Diritti del Malato di CittadinanzAttiva, incontrando, lo scorso 20 agosto, il sindaco Accorinti, ha affermato che  è necessario che nel settore della difesa della salute si parta con il piede giusto, cominciando ad attuare quanto previsto dall’Agenda 21, per dare voce diretta ai cittadini.  Ha ricordato che il TDM si è battuto perché l’Ospedale Piemonte diventasse struttura efficiente, in grado di dare risposte adeguate alle emergenze dei cittadini che risiedono nel Centro della Città. Ha ricordato inoltre che per il testo Unico degli Enti Locali, il sindaco ha la possibilità di adottare ordinanze urgenti. Inoltre la legge affida al Sindaco il controllo diretto sulle modalità di gestione delle strutture sanitarie, ospedali ed azienda territoriale, per cui il suo ruolo nella sanità non può essere solo occasionale e riservato alle grandi emergenze, ma deve essere costante, quotidiano, e questo comporta la necessità della scelta di un supporto valido, efficace ed attento.
    Giovanni Frazzica, coordinatore dell’Assemblea Territoriale di  Messina Nord, ha voluto sottolineare due temi legati alla sicurezza collettiva: il primo riguardante il collegamento dell’ Ospedale Papardo con la Città, oggi assolutamente inadeguato per le funzioni che deve assolvere il nosocomio, struttura di emergenza di terzo livello; il secondo,  l'eliminazione del rilevato ferroviario di Gazzi, ormai inutile, che in caso di calamità diverrebbe un disastroso ostacolo per una possibile via di fuga verso Sud mentre il tratto fino a Camaro potrebbe diventare una green way.

Modica

A Palazzo San Domenico è stato firmato, il 26 agosto scorso, un protocollo d’intesa per la costituzione di una conferenza di servizio permanente sulle problematiche sanitarie nel territorio di Modica tra il Sindaco, Ignazio Abbate, l’assessore ai servizi sociali, Rita Floridia, il direttore sanitario dell’Ospedale Maggiore di Modica, Piero Bonomo, la dr.ssa Angela Militello, capo del distretto n. 45, il dr. Giuseppe Caccamo presidente provinciale della Fimmg, Salvatore Rustico, responsabile di Cittadinanzattiva e Carmela Minioto presidente della IV commissione consiliare - Servizi Sociali.
    La Conferenza intende garantire un confronto continuo sui temi della sanità pubblica nel comune di Modica, al fine di assicurare un’analisi comparata ed un accordo operativo in ordine alle criticità, alle esigenze e alla opportunità legate ai servizi socio-sanitari erogati sull’intero territorio modicano dai vari soggetti componenti e secondo le rispettive competenze, garantendo la più ampia attenzione ai bisogni e alle aspettative del territorio e della sua comunità in questa materia. Il protocollo resta valido fino alla scadenza del mandato del Sindaco.

San Cataldo

Si è concluso il progetto “Una scarica per ripartire”, che ha impegnato per due anni consecutivi il TDM di San Cataldo, l’Associazione “Cuore chiaro” di Caltanissetta ed il GIEC di Palermo. Hanno portato avanti l’iniziativa la prof.ssa Rosetta Anzalone, il dott. Luigi Scarnato e il dott. Antonio Castello.
    Il Progetto è stato rivolto a tutte le scuole di S. Cataldo ed ha interessato  alunni delle quinte elementari, delle terze medie, delle quinte classi delle scuole superiori, nonché 79 ospiti della Casa Circondariale. Ad essi, in appuntamenti ed in posti diversi, è stata fornita informazione e formazione sui corretti stili di vita per prevenire la malattie cardiovascolari e sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare, condotte con l’ausilio di manichini. Inoltre tre docenti/operatori di ogni Istituto scolastico sono stati coinvolti non solo nelle tecniche di rianimazione manuale, ma pure nell’uso del defibrillatore: ciascuno di loro, alla fine della specifica giornata di formazione, ha ricevuto il “patentino”  BLSD. Infine, ad ogni scuola è stato donato un defibrillatore semiautomatico con un manichino gonfiabile e DVD, utili per le esercitazioni ed i ripassi.
    Il tutto è stato possibile  grazie al contributo che la BCC “G. Toniolo ” di S. Cataldo ha concesso alle tre Associazioni organizzatrici.


Assemblea Segreteria Regionale

Tre importanti e significativi interventi hanno articolato, lo scorso 17 settembre, il 3° Modulo del Corso di Formazione “La sanità aperta ai cittadini” organizzato dal CC Asp di Catania: quello della Anna Sapienza, referente dello stesso Comitato su “I piani di miglioramento: superare le criticità rilevate attraverso la corretta definizione del problema” e quelli di Anna Orofino, coordinatrice dell’Assemblea Segreteria Regionale e componente del Direttivo Nazionale di Cittadinanzattiva e di Edoardo Pappalardo della segreteria regionale di Cittadinanzattiva Sicilia.

Anna Orofino ha trattato il tema “Dalla customer satisfation al sistema di rilevazione della qualità percepita nelle Aziende Sanitarie”, con la relazione che, in sintesi, segue:
L’approccio aziendalista alla gestione dei servizi sanitari ha interpretato la customer satisfaction nei termini utilizzati dalle aziende commerciali che pianificano e erogano un servizio sulla base delle presunte attese dei clienti. Esse valutano la soddisfazione finale ed introducono azioni di miglioramento compatibili con il bilancio costi-ricavi, avendo come unico obiettivo la fidelizzazione dei clienti nella prospettiva di garantire all’impresa utili sempre maggiori.
L’azienda sanitaria pubblica, tuttavia, si inserisce in uno scenario d’azione peculiare rispetto ad ogni altra azienda di servizi commerciali. Suo scopo principale è quello di tutelare la salute dell’individuo interagendo nel proprio operato con una molteplicità di interlocutori (pazienti, medici, infermieri, personale di supporto, amministrativi) e risentendo dell’influenza di forti vincoli rappresentati tanto dalle indicazioni normative quanto dalle limitate risorse disponibili. In un contesto di questo tipo il paziente non rappresenta soltanto un utente quanto piuttosto un cittadino, un partner delle organizzazioni sanitarie ed un interlocutore del processo di erogazione o meglio una persona con la quale il sistema sanitario interagisce con l’obiettivo di instaurare una efficace relazione terapeutica. L’insieme di tali caratteristiche ha fatto sì che nel corso degli ultimi decenni si moltiplicassero le definizioni di qualità dell’assistenza sanitaria.
Tuttavia, secondo la principale definizione di qualità l’assistenza sanitaria può essere considerata di qualità adeguata se gli operatori che la erogano effettuano gli interventi che il progresso delle conoscenze scientifiche indica come capaci di produrre gli effetti desiderati e appropriati. A ciò si aggiunga che gli interventi devono essere congruenti con i valori morali della società e devono essere realizzati in modo tale da generare soddisfazione in coloro che li ricevono. Infine ciò verso cui bisogna tendere è la massimizzazione dei benefici espressi in termini di salute aggiunta a fronte dei rischi corsi per produrli (Donabedian A, 1980).
Il cittadino che riceve una prestazione, inoltre, esprime  un proprio  giudizio. Su questo processo di valutazione la letteratura ha sviluppato le conoscenze necessarie a comprendere quali siano gli elementi che condizionano il giudizio espresso.
In particolare, la qualità percepita può definirsi come il grado di discrepanza tra le aspettative dei pazienti e le loro percezioni del servizio ricevuto  (V. A. Zeithaml; A. Parasuraman; L.L. Berry, 2000).
Automatica conseguenza dell’ascolto del paziente è la valutazione della sua soddisfazione attraverso l’impiego di strumenti di indagine sempre più accurati che si riferiscono ad un sistema integrato di rilevazione della qualità percepita.
In particolare tra i molteplici strumenti di indagine che possono essere impiegati per la comprensione della qualità percepita dall’utente (oltre alla raccolta e gestione dei reclami) le modalità più utilizzate sono l’intervista individuale e il questionario.
L’analisi della soddisfazione dei cittadini diventa dunque una componente della comprensione delle condizioni di cittadini, che passa attraverso un loro diretto coinvolgimento nel processo di ricerca come occasione per riconsiderare l’asimmetria fra operatori e cittadini, caratteristica tipica delle relazioni nell’area dei servizi sanitari.
Le Aziende sanitarie, per garantire la centralità degli utenti, e dunque migliorare la qualità dei loro servizi, hanno la necessità di aumentare il livello di comprensione e lettura dei bisogni dei propri cittadini-utenti. Ogni organizzazione sanitaria che voglia perseguire il miglioramento continuo della qualità deve, in sostanza, costruire un rapporto nuovo con l’utenza, incentrato su un atteggiamento di negoziazione e confronto, al fine di orientare i servizi offerti sulle reali esigenze del cittadino- utente.
Diventa fondamentale individuare strumenti che facilitano la partecipazione dei cittadini alla progettazione e alla valutazione delle prestazioni erogate dalle aziende sanitarie. Ciò implica un cambiamento nella cultura organizzativa delle aziende, ovvero un passaggio a una cultura di rete che valorizzi sia le potenzialità interne, in termini di condivisione da parte degli operatori degli obiettivi aziendali e di definizione/monitoraggio dei livelli qualitativi dei servizi erogati, sia la disponibilità a condividere tali potenzialità con attori esterni.

Edoardo Pappalardo ha trattato il tema “La customer satisfaction nella P.A.” con la relazione che, in sintesi, segue:
Il processo di trasformazione e modernizzazione delle amministrazioni pubbliche è stato guidato negli ultimi anni dalla necessità di migliorare la soddisfazione dei cittadini relativamente ai servizi offerti. L’esigenza non è soltanto quella di avere servizi di qualità, ma di recuperare la fiducia stessa dei cittadini dando nuova legittimazione sociale all’azione pubblica.  Si analizzerà come la pubblica amministrazione ha implementato il tema della qualità diventato negli ultimi decenni il suo principale valore guida.
Delineare le caratteristiche e l’evoluzione delle pubbliche amministrazioni altro non significa che ricordare l’evoluzione delle funzioni e dei compiti svolti dallo Stato e dagli altri pubblici poteri. La vicenda della pubblica amministrazione segue, cioè, di pari passo quella delle forme di Stato: dallo Stato liberale ottocentesco allo Stato sociale e interventista del Novecento, sino allo Stato contemporaneo cosiddetto regolatore. Lo Stato regolatore, a differenza dello Stato minimo, non è affatto caratterizzato dall’abbandonare a se stesse le dinamiche sociali ed economiche ma è piuttosto un particolare modo di governare i processi sociali senza il diretto coinvolgimento proprio dello Stato gestore. Si tratta di una forma di Stato (e, quindi, di un modo di coordinare e governare la società)  non tanto caratterizzati dal “ritirarsi” dalla società quanto piuttosto dal governarla in modo indiretto, a distanza, attraverso la produzione di regole che vincolino e/o incentivino determinati comportamenti negli attori sociali ed economici. Uno Stato che disegna e fa rispettare le regole del gioco senza farsi direttamente coinvolgere nella partita.
Dal punto di vista delle pubbliche amministrazioni le principali caratteristiche sembrano essere le seguenti:  la sempre più marcata assimilazione del settore pubblico al settore privato;  la nascita di organizzazioni pubbliche snelle, attraverso il superamento del gigantismo che aveva spesso caratterizzato la fase precedente;  il principio secondo il quale gli apparati pubblici devono provvedere, ma non necessariamente produrre, i servizi richiesti dai cittadini
 Il tema della qualità dei servizi e della soddisfazione dei cittadini è, “vitale” per le amministrazioni post-burocratiche, che hanno sofferto di un profondo problema di autoreferenzialità. Il recupero del rapporto con i cittadini è, dunque, motivato da una volontà di ripristino di democrazia “sostanziale” nel rapporto con i cittadini. In questa logica il rapporto fiduciario cittadini-istituzioni costituisce il risultato per l’organizzazione che sa soddisfare i bisogni dei propri clienti ponendoli come priorità assoluta. A spingere, d’altronde, in questa direzione sono variabili tanto endogene, quanto esogene. Tra le seconde spicca in particolare l’evoluzione normativa in materia: l’art. 12 del d.lgs. 29/1993; direttiva del Pres. del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994 (in materia di Carta dei Servizi); il d. lgs. 286/1999 (in materia di controlli interni); le direttive del Ministro della Funzione Pubblica del 24 marzo 2004 e del 27 luglio 2005.
L’American Society for Quality Control definisce la qualità come la “globalità degli aspetti e delle caratteristiche di un prodotto/servizio da cui dipendono le sue capacità di soddisfare completamente un dato bisogno”. Tuttavia è da tener presente che nel settore pubblico il tema della valutazione di qualità va contestualizzato rispetto alla specificità dei servizi erogati. Infatti le PA erogano servizi (non prodotti) che presentano le seguenti peculiarità: la standardizzabilità limitata; l’eterogeneità; la contestualità; l’affidabilità delle risorse umane; la presenza del disservizio.
La qualità dei servizi può essere espressa in un rapporto:
            Prestazionni dell’ente
Q= -------------------------------------- ≥1
            Bisogni del cliente
Detto ciò la customer satisfaction è “una strategia finalizzata a porre il cittadino al centro delle scelte della pubblica amministrazione per modellare I servizi sui suoi bisogni e sulle sue attese, affinchè si rafforzi la fiducia e la percezione che le prestazioni ricevute siano coerenti con I bisogni espressi e le risorse richieste” (A. Tanese, et al., 2003, p. 18).
Tale strategia segue un iter preciso che si atricola in 4 fasi operative: preparazione della rilevazione; raccolta dei dati; elaborazione ed interpretazione dei dati; presentazione ed utilizzo dei risultati.
Per quanto la customer satisfaction sia uno strumento entrato ormai nella cassetta degli attrezzi di tutte le amminitrazioni, il suo uso non è ancora generalizzato. A fronte di un ampio giudizio positivo espresso sulla sua utilità emerge, tuttavia, una generale reticenza nell’avviare indagini di misurazione della qualità percepita dei cittadini. In conclusione appare necessario concentrarsi su 2 fronti: da un lato lo sviluppo di una cultura della misurazione e del miglioramento continuo della qualità; dall’altro la creazione di specifiche competenze professionali necessarie a progettare e gestire le indagini sulla qualità percepita. 


Assemblea Territoriale di Messina Nord

Giovanni Frazzica,  coordinatore dell’Assemblea Territoriale Messina Nord di CittadinanzAttiva,  ha rilasciato, nelle settimane scorse, la seguente dichiarazione:
    “Mentre da mesi si discute, formalmente ed informalmente, sul destino e sulla destinazione dell’ormai ex-Ospedale Margherita, qualcuno che evidentemente ha più poteri dell’inerme Giunta Accorinti determina dei percorsi che temiamo possano portare verso l’inesorabile ed irreversibile strada del cambiamento della destinazione d’uso del grande plesso destinato alla Sanità messinese.
    La decisione di trasferire la risonanza magnetica all’Ospedale di Barcellona distrugge infatti la possibilità di realizzare il polo radiologico d’eccellenza che era il nucleo attorno al quale si potevano sviluppare delle ipotesi di riutilizzo serio dell’intero complesso, situato in una zona ottimale della città, che opportunamente dotato di strumentazioni e di servizi, avrebbe potuto fornire utilissimi servizi ai cittadini.
    Al centro del nostro interesse c’è stato sempre il desiderio di mantenere e presidiare le strutture sanitarie al servizio dei cittadini, liberi dai giochi di potere che portano a creare strani equilibri, giochi di carriere, appalti di vario genere e forse un giorno anche cambi di destinazione d’uso che possano aprire la porta a qualche fin troppo facile acquisto, mentre un grande patrimonio viene lasciato all’incuria ed è preda dei vandali. Noi non diciamo questo oggi per fare l’ennesima denuncia sul Margherita e per poter dire un giorno, quando queste anomalie verranno magari catalogate come scandali, poter dire: “l’avevamo detto”.
    Noi di CittadinazAttiva preferiremmo che il Sindaco di Messina, forte dei suoi poteri, con la fascia tricolore sopra la maglietta, intervenisse con autorevolezza per fermare questo ignobile colpo di mano e costringere le autorità regionali ad un negoziato vero sul caso Ospedale Margherita. “



seguici su

L'invio di questa newsletter è un servizio gratuito fornito da Conferenza dei Comitati Consultivi e
Comitato Consultivo "AOU “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania ". I contenuti riportati nella newsletter e nei siti http://conferenzacomitaticonsultivi.overblog.com/ e http://www.policlinicovittorioemanuele.it/comitaticonsultivi sono di proprietà degli stessi ma sono liberamente diffondibili ed utilizzabili con l'accortezza di citarne la fonte.

Trattamento dati personali: link

e cancellazione dalla newsletter: link

Informazioni legali: link