Conferenza dei Comitati Consultivi- Bollettino di Settembre 2014
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Bollettino n. 9 del 30 Settembre 2014

Coordinamento H Sicilia

All’inizio di agosto, il Coordinamento H per i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, la Rete dei Centri Socio Educativi per Disabili di Palermo, il Forum del Terzo Settore Sicilia ed associazioni di settore, hanno partecipato a un incontro con i rappresentanti istituzionali dell’Isola, presso l’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro.
Durante la prima parte dell’incontro, si è discusso del Fondo per la Non Autosufficienza 2013, prima interamente destinato al buono socio-sanitario, oggi ripartito su più azioni di intervento e si è auspicata una concertazione più ampia con l’Assessorato alla Salute e con l’intero mondo del Terzo Settore per arrivare a una programmazione mirata, che non tenga conto delle sole disponibilità finanziarie, ma della valutazione del bisogno reale, attraverso lo strumento delle Unità di Valutazione della Disabilità e dei progetti individualizzati, come da articolo 14 della Legge Nazionale 328/00.
Si è poi parlato dell’articolo 10 della cosiddetta “Finanziaria Ter” della Regione Sicilia, in quanto il rischio è che nella competenza del socio-sanitario vadano a confluire interventi aventi diversa natura (assistenziale, di cura ecc.).
Successivamente si è svolto un tavolo tecnico che ha visto anche la partecipazione dell’ANCI Sicilia per approfondire i temi trattati in precedenza, ma soprattutto per confrontarsi con gli Assessori Regionali interessati e con il Presidente della Regione Sicilia (grande assente all’incontro, così come l’Assessore alle Autonomie Locali). Da più parti sono state constatate varie difficoltà nella programmazione dei servizi, specie nell’area della disabilità, anche a causa della non attuazione delle norme e della mancata composizione degli organi preposti alla valutazione del bisogno, con riferimento, segnatamente, alle Unità di Valutazione della Disabilità e ai progetti individualizzati.
Si è tornati poi a parlare dell’articolo 10 della “Finanziaria Ter” regionale, e non solo perché non tutti i servizi possono essere declinati all’interno del settore socio-sanitario - essendo alcuni di natura assistenziale o di salute -, ma soprattutto perché l’integrazione socio-sanitaria non può essere attuata con le risorse disponibili, e dunque la prevista unificazione delle risorse dei due Assessorati - quello alla Salute e quello alla Famiglia - rischia di essere fuorviante.
Se tra l’altro da un lato i Comuni si stanno facendo carico delle spese dei servizi socio-sanitari, dall’altro lato - paradossalmente - si assiste a un drastico taglio dei finanziamenti a favore dei Comuni stessi. E ancora, si è fatto notare che i finanziamenti dell’anno 2013, legati alla Legge 328/00, non sono ancora stati programmati, e si è proposto quindi di redistribuire le somme non spese nei trascorsi cicli di programmazione dei Piani di Zona ai Distretti più virtuosi (l’ unico attualmente approvato fa capo al Distretto Socio-Sanitario D48 di Siracusa).
Si è affrontata la questione del servizio scolastico di competenza provinciale e dell’assistenza specialistica. Al riguardo sono state avanzate precise richieste e ricordate le proposte presentate. Al riguardo è stata ribadita la necessità di uno scorporo della spesa per i servizi sociali dal Patto di Stabilità, quanto meno per garantire la ripresa dei servizi essenziali. Nonché la piena funzionalità delle Unità di Valutazione della Disabilità in ogni Distretto Socio-Sanitario e la stesura del progetto individualizzato con procedure standardizzate in tutta la Regione, ciò che consentirebbe anche di ottenere una mappatura del territorio e dei bisogni, indispensabile per un’efficace e razionale pianificazione dei servizi.Per superare la frammentarietà e la sovrapposizione degli interventi, è stato chiesto che venga valutata l’opportunità di istituire un unico Assessorato Regionale Socio-Sanitario e di applicare l’istituto dell’accreditamento dell’ente, perché sinonimo di maggiore garanzia qualitativa (anche in termini di professionalità delle persone e di caratteristiche della prestazione) e per garantire alle famiglie il diritto di scegliere, fra i vari enti accreditati, quello in grado di soddisfarle maggiormente, con un unico metodo di accreditamento su base regionale.
Sono stati, infine, approfonditi i vari aspetti legati ai princìpi-cardine per una piena inclusione scolastica ed alla formazione del personale sanitario nell’accogliere il cittadino con fragilità.



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