Conferenza dei Comitati Consultivi- Bollettino di Novembre 2014
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Bollettino n. 11 del 30 Novembre 2014

Verso la nuova rete ospedaliera
di Santo Gulisano

La VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari dell’A.R.S. ha dato, lo scorso 20 novembre, parere positivo alla riforma della rete ospedaliera. Si ha, così, un primo punto per orientare le attività utili per l’avvio di un processo innovatore che, nei prossimi anni, cambierà la geografia degli ospedali siciliani. Un iter tutt’altro che semplice e che richiederà i suoi tempi ma che, comunque, è partito. Per avere elementi di valutazione sullo stato delle cose abbiamo raccolto, in modo sintetico, le valutazioni espresse dal Presidente Giuseppe Digiacomo e da 4 componenti la Commissione di aree territoriali e di raggruppamenti politici diversi (Stefano Zito, Salvatore Lo Giudice, Gino Ioppolo ed Vincenzo Fontana).

Presidente Giuseppe Digiacomo
Gruppo Partito Democratico – collegio elettorale di Ragusa
“Non posso che essere soddisfatto per il lavoro svolto dai componenti della commissione che hanno accolto la proposta di prevedere, nell’ambito del parere da rendere rispetto al Piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera, la definizione di una griglia di valutazione di tutte le unità operative complesse e semplici del sistema sanitario siciliano scongiurando la prevista chiusura delle nove unità a rischio e rimettendosi ad una valutazione da effettuare entro il 31 dicembre 2016. Per la definizione del nuovo Piano ospedaliero sarà, quindi, necessario procedere ad una valutazione di tutte le strutture, e solo alla luce degli esiti deciderne il futuro. In pratica, nessun ospedale oggi è ‘predestinato’ ad essere convertito o ridimensionato. Questa indicazione è stata accolta dalla commissione e dal governo: un segnale deciso, dunque, di trasparenza e rassicurazione per i territori, oltre che per le strutture e il personale. Tutto ciò consentirà ai direttori generali la possibilità di assicurare dotazioni organiche e strutturali al fine di migliorare la funzionalità di tutti i presidi nella prospettiva dell’avvio dei concorsi per il rinnovo delle piante organiche. Infine, la risoluzione ha ripristinato condizioni di parità tra i centri trapianti della regione”.

Stefano Zito
Gruppo Movimento 5 Stelle – collegio elettorale di Siracusa
Ha espresso parere contrario a questa formulazione della rete ospedaliera perché: 1) il taglio dei posti letto, in assoluto, non serve a nulla; specialmente se poi la gente viene sistemata nei corridoi sulle barelle. La previsione della legge Balduzzi è di 3 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti contro gli 8.3 p.l./1000 ab. della Germania, i 7.1 p.l./1000 ab della Francia ed i 3.9 p.l./1000 che oggi conta l’Italia; 2) risultano contraddittori i criteri che hanno presieduto all’individuazione dei reparti da chiudere o da riconvertire; 3) il M5S Lazio ha dimostrato che ad una diminuzione dei posti letto non è affatto corrisposta una minore spesa. Pur con diminuzioni delle degenze dal -9% al -35%, sono aumentati i costi di produzione dal 23% al 136% e consulenze e collaborazioni (anche del 924%); 4) poca trasparenza per i concorsi (quali se ancora da definire mobilità, stabilizzazioni e chiusure rinviate a dopo il 31.12.2016 ? e con quali risorse finanziarie ?); 5) altre questioni che hanno motivato il voto contrario sono legate alla assai discutibile proroga del Piano di Rientro, alla misura della compartecipazione alla spesa sanitaria che in Sicilia resta la più alta d’Italia, specifiche questioni di carattere provinciali e la mancanza di un’adeguata intercoluzione).

Salvatore Lo Giudice

Gruppo Democratici Riformisti per la Sicilia – collegio elettorale di Palermo
“La commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana ha dato il via libera al riordino della rete ospedaliera regionale recependo gli emendamenti firmati da me e dai colleghi Giuseppe Picciolo, Santi Formica e Gino Ioppolo che di fatto consentono alla stessa commissione legislativa di effettuare il controllo sulla nuova rete, lasciandone la gestione all’assessore regionale. Nel varo del nuovo piano si tiene conto anche del parere recente del Consiglio di Stato che sposta al 2017 l’applicazione dell’accordo tra governo e regioni. Viene quindi scongiurato il depotenziamento di alcuni ospedali siciliani che sarebbero diventati ospedali di comunità. Questi ultimi avranno pari condizioni sulla base degli strumenti che l’assessore individuerà sulla appropriatezza delle prestazioni erogate e sulla efficienza e qualità delle stesse. In particolare esprimo soddisfazione per la soluzione trovata per il nosocomio Ingrassia di Palermo che avrà la sua chance di rilancio. Sono certo che il direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale Antonio Candela saprà offrire gli strumenti idonei alla rifunzionalizzazione e riqualificazione del presidio ospedaliero da troppo tempo nell’ombra rispetto alle attenzioni dell’assessorato alla Salute”.

Gino Ioppolo
Gruppo Lista Musumeci – collegio elettorale di Catania
“Complessivamente il disegno del governo sulla rete ospedaliera siciliana è caotico, molto orientato sulla quantità più che sulla qualità e non rappresenta a mio giudizio un potenziamento della rete sanitaria siciliana. Anche se, alla fine, sono stati approvati quattro degli emendamenti da noi presentati (e, tra questi, il mio finalizzato ad escludere il Presidio Ospedaliero di Giarre dalla cosiddetta black list dei nosocomi da chiudere o, comunque, da ridurre in semplici ambulatori di comunità), ho ritenuto comunque di porre il mio voto contrario, per questa ragione. Abbiamo comunque migliorato la proposta del governo e inserito una raccomandazione per la salvaguardia dell'ospedale Piemonte di Messina, ma la partita non si chiude affatto qui. Il governo, infatti, si è impegnato a stabilire una griglia di valutazione della produttività dei singoli presidi ospedalieri: ci auguriamo che non siano valutati con lo stesso criterio gli ospedali molto potenziati negli ultimi anni e quelli che non hanno ottenuto aiuti e vanno verso un lento e inesorabile declino, che sarebbero così inevitabilmente declassati".

Vincenzo Fontana
Gruppo Nuovo Centro Desta – collegio elettorale di Agrigento
Valuta positivamente la mancata chiusura dei piccoli ospedali e la deroga data ai nove ospedali del territorio che è stata fortemente caratterizzata dall’azione politica in commissione da tutti i gruppi parlamentari e del NCD in particolare. Ritiene che sarebbe stata una beffa per i cittadini che si servono dei servizi sanitari sul territorio la loro chiusura. La salute pubblica e i diritti del cittadino hanno la priorità assoluta e pertanto devono essere frutto di notevoli approfondimenti e di una programmazione che garantisce sicurezza e qualità dell’assistenza. Adesso ci sarà il tempo per valutare meglio la situazione nel suo complesso, tenendo conto che il taglio di 250 posti letto non è la panacea di tutti i mali e non crea nessuna rivoluzione nella rete ospedaliera isolana. Per gli ospedali di comunità devono essere chiare le finalità e pertanto il triennio che verrà sarà utile per discutere con serenità e con grande attenzione le migliorie per il comprensorio, perché il monitoraggio di tutte le strutture ospedaliere siciliane farà capire meglio quali le modifiche da apportare per garantire sempre meglio e di più la salute dei cittadini ed i servizi essenziali, con soluzioni non dettate dall’applicazione della spending review, ma da scelte che garantiscono prioritariamente il cittadino utente.



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