Conferenza dei Comitati Consultivi- Bollettino di Dicembre 2014
versione Web | Archivio Bollettini vai | Aggiungi Comitato Consultivo alla tua rubrica
header CCC


Bollettino n. 12 del 31 Dicembre 2014

Verso la nuova rete ospedaliera
di Santo Gulisano

Dopo aver raccolto il mese scorso i primi contributi del Presidente Giuseppe Digiacomo e di quattro componenti la VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari dell’ARS Stefano Zito, Salvatore Lo Giudice, Gino Ioppolo e Vincenzo Fontana, la riflessione sull’iter di costruzione della nuova rete ospedaliera siciliana continua con i contributi forniti da altri quattro componenti della stessa Commissione: Mario Alloro, Vanessa Ferreri, Bernadette Grasso e Girolamo Turano.



Mario Alloro

Gruppo Partito Democratico – collegio elettorale di Enna
L’intenso lavoro svolto dalla VI Commissione parlamentare dell’ARS in tema di nuova rete ospedaliera siciliana potrà ora dare i suoi frutti anche e soprattutto con un’offerta sanitaria adeguata alle esigenze dei siciliani.
In questi mesi, la Commissione ha lavorato con impegno con la puntuale verifica direttamente nei territori con l’obbiettivo di garantire un’offerta sanitaria adeguata anche per i piccoli presidi, ovvero quelli sotto i 120 posti letto che, per effetto del Decreto Balduzzi, dovevano essere eliminati. L’impostazione degli Ospedali Riuniti si è complessivamente rivelata vincente, consentendo la salvaguardia dei piccoli presidi e, per quanto riguarda la realtà territoriale dell’ennese, la garanzia dell’offerta sanitaria in aree svantaggiate dal punto di vista orografico.
Tuttavia, la proposta originaria del Ministero della Salute prevedeva la rifunzionalizzazione di nove presidi, tra i quali figurava quello di Leonforte, con la conseguente trasformazione in Ospedale di Comunità e la perdita del Pronto Soccorso. Tutto ciò per compensare i maggiori esborsi derivanti dalla cosiddetta emigrazione passiva, cioè la fuoriuscita di pazienti dai territori di competenza, fatta per curarsi in strutture di altri territori.
Il confronto, nel corso dei lavori di Commissione, è stato a tratti anche aspro e si è concentrato proprio sui presidi individuati dal Ministero, per evitarne la rifunzionalizzazione, che avrebbe altresì determinato una drastica diminuzione di posti letto per acuti. Per questa ragione è stato necessario votare negativamente, assieme al collega On. Cascio, all’emendamento che prevedeva una verifica triennale solo per i presidi oggetto della proposta ministeriale.
Si è così giunti alla proposta definitiva da parte della Commissione Sanità, ovvero una valutazione, sempre triennale, ma effettuata su tutte le strutture secondo una griglia di valutazione che sarà formulata dal Governo e dalla stessa Commissione. Questa decisione marca una differenza sostanziale di merito con la proposta originaria perché allarga la valutazione a tutte le strutture siciliane, eliminando di fatto l’elencazione dei presidi da rifunzionalizzare.
Questo rappresenta il primo risultato politico-amministrativo da ascrivere al Governo Crocetta, considerando che l’approvazione della nuova rete ospedaliera siciliana consentirà di approvare le nuove piante organiche e, quindi, di sbloccare i concorsi per nuove assunzioni di medici e del comparto sanità, per un numero stimato pari a circa diecimila unità.
E’ giusto ora attendersi un generale miglioramento dell’offerta sanitaria nella nostra regione e nel nostro territorio resa critica anche a causa del piano di rientro dal debito di lacrime e sangue ma anche per la mancata approvazione della rete ospedaliera. Non c’è dubbio che sui nuovi Direttori Generali peserà ora una grande responsabilità in tal senso dovendo non solo aumentare il livello qualitativo dell’offerta sanitaria, ma anche intervenire per limitare l’emigrazione sanitaria che, solo per il nostro territorio, ha un costo di ben 30 milioni di euro.
Una sfida che interesserà, ovviamente anche il nuovo Direttore Generale dell’Asp di Enna, che avrà il compito di traghettare la sanità ennese dalla negativa fase di commissariamento a quella della programmazione sanitaria di medio termine, in grado di dare le giuste risposte all’utenza ed agli operatori della sanità.


Vanessa Ferreri

Gruppo Movimento 5 Stelle – collegio elettorale di Ragusa
La contrarietà mia e del gruppo del Movimento 5 Stelle all’ARS al percorso che il Governo Regionale e la stessa VI Commissione hanno intrapreso in ordine alla formulazione della nuova rete ospedaliera in Sicilia nasce da una serie di circostanze precise e mai confutate.
A partire dal fatto che questa è stata costruita senza approfonditi studi epidemiologici e senza un’adeguata conoscenza della rete delle cliniche private. La mancata presentazione da parte dell’Assessore di una ‘rete ospedaliera dei privati’ (sia delle strutture accreditate che di quelle autorizzate) può far assumere un benché minimo significato ad un disegno di riordino complessivo ? Malgrado le reiterate richieste da parte del nostro gruppo, questi dati non sono affatto chiari e si vorrebbe far passare come attendibile una costruzione complessiva finale che non tiene nel debito conto questo pezzo importante di offerta ospedaliera. Ma, poi, di quale offerta stiamo parlando se risultano carenti gli studi epidemiologici che dovrebbero rappresentare i punti di riferimento di una rete di buon senso ?
Nella fase che ha preceduto questa approvazione si è parlato, prevalentemente, di tagli.  Salvo poi  -all’ultimo momento-  ricorrere ai soliti metodi della politichetta di quartiere: accontentare tutti, mantenendo in vita anche strutture non sicure e tergiversare senza un segnale politico serio di indirizzo.
Questo ha fatto sì che, ad esempio, a livello regionale, degli annunciati nove ospedali cosiddetti di comunità non ne è rimasto più traccia e si è rimandato a nuova determinazione, galleggiando fino al 2017, per non passare dalla parte dei “cattivi” che ‘chiudono gli ospedali’.
Ma è serio e responsabile tutto questo ? è, forse, la risposta giusta da dare ai cittadini siciliani ?
Ed ancora. Non c’è dubbio che l’emigrazione in altre Regioni volta a trovare adeguate condizioni di assistenza resta ancora significativa ed assorbe un consistente numero di risorse.
Che, però, non può essere finanziata con il taglio di posti letto e, così, andando ad aggravare proprio quella insufficiente risposta sanitaria che sta alla base dell’emigrazione.
Queste perplessità sono state silenziate da roboanti proclami che l’approvazione da parte della Commissione avrebbe permesso lo sbocco dei concorsi. Addirittura entro il 31 dicembre 2014.
Noi, purtroppo, la pensavamo diversamente. Non che i concorsi non dovessero essere sbloccati ma che, senza prima sciogliere certi nodi ed avere un quadro chiaro di cosa e dove mettere a concorso, queste erano soltanto parole vuote, finalizzate a distogliere l’attenzione sulle questioni rinviate.
Il 31 dicembre 2014 è ormai vicino e sarei ben felice di ammettere che avevamo torto.


Bernadette Grasso

Gruppo Grande Sud - PID Cantiere Popolare – collegio elettorale di Messina
Le scelte ed i comportamenti che verranno assunti, fin dai prossimi giorni, daranno l’esatta misura del vero significato da dare al voto positivo che la VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari ha espresso, il mese scorso, in ordine alla definizione della nuova rete ospedaliera in Sicilia. Due, comunque, sono le sole possibili interpretazioni da dare a quel voto.
La prima: la volontà di decidere di non decidere e rimandare, di fatto, tutto il processo a tempi futuri, lasciando la sanità ospedaliera (e, quindi, buona parte del sistema di cure) nella palude; anzi, peggio, in una condizione di inevitabile progressivo e colpevole deterioramento. Oppure, la seconda: avere il tempo per rimuovere ostacoli e carenze che hanno penalizzato certe realtà e, quindi, arrivare ad acquisire elementi sostanziali ed utili per determinare scelte consapevoli e nel vero ed esclusivo interesse dell’intera sanità siciliana.
Io voglio credere che tutti gli attori di questo processo siamo stati motivati da questa seconda opzione.
Anche se l’inerzia di questo primo mese perduto mi lascia perplessa. Poi   -e sta iniziando-  il lungo periodo di stasi dovuto alle vacanze natalizie e di inizio anno, motivo per cui di eventuali iniziative da andare ad assumere se ne potrà cominciare a parlare solo a partire dalla seconda quindicina di gennaio. Mese dopo mese   -esperienza insegna-  il tempo passa e non si sa quando e quali saranno i provvedimenti da assumere per determinare le condizioni utili per una corretta valutazione.
Solo rinvio, dunque ? Ripeto: quali provvedimenti sono in cantiere e di prossima concretizzazione ?
Certamente per poter valutare  -alla fine del periodo di prova-  in modo corretto le varie realtà ma, soprattutto, perché bisogna intervenire. Subito. Senza perdere non mesi ma neppure un giorno.
Perché non possiamo e non dobbiamo dimenticare che la situazione langue ed in certi presidi la condizione è decisamente insostenibile. E da molto tempo. Già incancrenita e perdurando la mancanza di comportamenti adeguati non può che degenerare ulteriormente e, pertanto, penalizzare ancora di più le comunità interessate. Perché e chi vuole tutto questo ?
Io credo che alcune cose potevano essere iniziate, già nelle settimane scorse.
E poi c’è il capitolo dei concorsi. In tanti avevano proclamato che entro l’anno sarebbero stati sboccati. Non credo che siano state avviate neppure le dovute procedure propedeutiche.
Che, a loro volta, sono possibili se si scioglie un nodo fondamentale: quali posti devono essere messi a concorso ?
Processi di mobilità e non certezza della persistenza della struttura che peso avranno ? Non mi risulta che sia stato impostato un ragionamento serio per prefigurare una risposta fattiva ed efficace, tale da determinare un mutamento di certe attuali carenze che, lasciate ulteriormente incancrenite, non potranno che portare  -al 31.12.2016-  alla bocciatura del presidio.
Ma addirittura è paradossale l’inerzia che penalizza le strutture d’eccellenza che accusano carenze d’organico. Esistono realtà ospedaliere che assicurano prestazioni di assoluto rilievo, che hanno frenato il fenomeno della c.d. “emigrazione passiva” (che tanto danno arreca ai pazienti, alle famiglie ed alle casse della Regione), che, addirittura, attraggono pazienti di altre regioni ma che soffrono, da tempo, per la mancanza di personale. Anche per queste i mesi stanno passando invano. Di chi la colpa ? ma, soprattutto, cosa si aspetta   -almeno in questi casi-    perché domani (proprio domani e non dopodomani) non venga bandito il relativo concorso ?


Girolamo Turano
Gruppo Unione di Centro – collegio elettorale di Trapani
Il voto positivo espresso nelle settimane scorse dalla VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari in ordine al riordino della rete ospedaliera siciliana è un fatto estremamente importante. Ha segnato, infatti, la chiusura di un periodo di rimballi e di indeterminatezze che era durato troppo tempo. L’aver fissato, dunque, un punto fermo assume una valenza che non può e non deve essere sottovalutato. Ma anche nel merito, quel voto è da considerare un fatto politico molto importante.
Sembrava, infatti, che le comunità meno fortunate dovessero essere avviate ad una forte penalizzazione per colpe e carenze determinate da responsabilità che scelte burocratiche del passato avevano determinato. E rispetto alle quali hanno e, purtroppo, stanno continuando a pagare un prezzo altissimo. Non dico nulla di nuovo se rilevo che i cosiddetti piccoli ospedali presentavano condizioni tali non solo di non riuscire ad assicurare adeguatamente le risposte di salute che erano chiamati a dare ma, addirittura, di avere oggettive e pesanti condizioni di difficoltà. Chiuderli con un atto d’imperio avrebbe portato a far pagare ancora una volta quelle comunità perché al danno che avevano patito negli ultimi anni costituito, appunto, dalle carenze del loro presidio sanitario si sarebbe aggiunta la beffa di vederli chiudere definitivamente.
La scelta invece è stata quella di percorrere una strada diversa. Impegnare l’organo amministrativo (Assessorato alla Salute e Direzioni generali) a rimuovere le condizioni di inappropriatezza, determinare un congruo tempo per un possibile rilancio e darsi una scadenza per una ragionata e dovuta valutazione.
Nessun rinvio, quindi, come furbesco espediente; ma responsabile scelta mirata a rilanciare un’offerta di sanità adeguata che anche le piccole comunità hanno il diritto di pretendere.
L’Assessorato alla Salute e le Direzioni generali sono, ora, chiamati ad approntare comportamenti ed atti concreti che la Politica ha deciso debbono essere assunti nell’interesse delle popolazioni che già hanno pagato un prezzo altissimo per scelte burocratiche sbagliate del passato. Le linee d’indirizzo ci sono tutte, come le precise indicazioni che competono alla Politica. Come, ad esempio, la correzione del precedente rapporto nel numero dei posti letti (per quanto riguarda la provincia di Trapani, il dato è passato da 1,8 ad un più corretto 2,2).
Gli atti di governo sono, quindi, altra cosa rispetto alle scelte politiche ed è sbagliato confondere i due piani.
Un’altra precisazione mi preme evidenziare. Sta cominciando a montare una forte polemica perché tardano a sboccarsi i concorsi.
Anche in questo caso vale il discorso fin qui fatto. L’indizione di un concorso è un atto amministrativo e non compete, di certo, alla VI Commissione mettere in campo le necessarie procedure.
Il voto positivo da questa espresso ha creato i presupposti (che prima mancavano) per avviare iter burocratici propedeutici alla loro effettiva materializzazione. Non ho alcuna difficoltà a convenire che, purtroppo, stiamo registrando ritardi rispetto a quanto poteva essere fatto alla data del 31 dicembre di quest’anno per sboccare i concorsi. E che, quindi, è compito della Politica vigilare sugli organismi di amministrazione attiva affinchè siano messe in campo le dovute attività.
E per incalzare Assessorato alla Salute e Direzioni Generali affinchè assumano i dovuti atti di rispettiva competenza su questo improcrastinabile adempimento (quanto, cioè, ci compete come politici), non mancherà tutto il nostro convinto impegno.


seguici su

L'invio di questa newsletter è un servizio gratuito fornito da Conferenza dei Comitati Consultivi e
Comitato Consultivo "AOU “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania ". I contenuti riportati nella newsletter e nei siti http://conferenzacomitaticonsultivi.overblog.com/ e http://www.policlinicovittorioemanuele.it/comitaticonsultivi sono di proprietà degli stessi ma sono liberamente diffondibili ed utilizzabili con l'accortezza di citarne la fonte.

Trattamento dati personali: link

e cancellazione dalla newsletter: link

Informazioni legali: link