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T.D.M. Nazionale

"Siamo profondamente delusi e preoccupati per il taglio di 2,352 miliardi di euro al finanziamento del Servizio Sanitario nazionale per l'anno 2015 sancito da Governo e Regioni con l'intesa di ieri. Con questa scelta purtroppo il SSN dovrà contare su circa 220 milioni di euro in meno rispetto al 2014, che diventano 500 milioni se si considera anche il taglio alle risorse per l'edilizia sanitaria. Il tutto verrà scaricato ancora una volta sui redditi delle famiglie" queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.
"Evidentemente per Governo e Regioni la salute dei cittadini e la salvaguardia del SSN non sono una priorità politica sulla quale investire". "Ad aggravare il quadro, il fatto che questo taglio giunge in un momento in cui gran parte degli adempimenti previsti dal Patto per la Salute sono ancora al palo e quindi tutte le riforme per rendere il SSN più efficace, efficiente e accessibile non sono state ancora realizzate.
Il risultato immaginabile sarà di acuire i problemi delle persone: Livelli Essenziali di Assistenza sempre meno garantiti, taglio dei servizi e compressione dei diritti e delle tutele dei cittadini. In tutto questo l'aggiornamento dei Lea e l'accesso effettivo ed equo ai farmaci per l'Epatite C rischiano di essere l'ennesimo annuncio"(www.cittadinanzattiva.it 5 marzo 2015)

Sicilia

Le varie assemblee siciliane di Cittadinanzattiva stanno lavorando alla compilazione delle griglie informative utili alla Direzione Nazionale per la redazione del Rapporto Pit Salute e Pit Servizi 2015. Come ogni anno, infatti, nel documento confluiranno tutte le segnalazioni raccolte dal Pit nazionale e dalle sedi locali.
Il P.I.T. (Progetto Integrato di Tutela) si conferma, quindi, essere un valido, argomentato (l’anno scorso è stato costruito sulla base di oltre 24.000 segnalazioni) ed aggiornato strumento attraverso il quale si potenzia l’azione di tutela del Tribunale per i Diritti del Malato.
La stesura finale del documento 2015 partirà subito dopo il 15 aprile, data entro la quale le realtà territoriali invieranno a Roma i dati relativi alle segnalazioni da loro acquisite nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2014.

Acireale

Partendo da quello che sta ancora oggi succedendo ad Acireale: una raccolta firme per chiudere il Pronto Soccorso, una denuncia alla Corte Europea (minacciata) sempre dalla stessa persona e sempre per lo stesso motivo,  una debole dichiarazione di appropriatezza d'intervento sul caso del DS dell'Ospedale e del Direttore Medico del PS, l'assoluto silenzio dei vertici dell'ASP di Catania,   nessuna parola di solidarietà con Operatori Sanitari vittime di una vergognosa campagna di delegittimazione via web e soggetti ad intimidazione continua nello svolgimento quotidiano del loro lavoro, nessuna parola di conforto per i pazienti costretti ad attese interminabili e, se fortunati, a ricoveri non sempre in posti appropriati alle loro necessità, tutto ciò ci ha spinto a chiedere chiarimenti alla nuova DG dell'ASP di Catania dott.ssa Grossi, la quale molto cortesemente ci riceve assieme all'on. Angela Foti. Essendo arrivata da poco la dott.ssa Grossi, come è logico, non ci può dire granché, ci dice però che lei si atterrà scrupolosamente a quanto c'è scritto nel Piano di Riordino della Rete Ospedaliera, Piano che per il PS prevede, come per quello di Giarre, la “rifunzionalizzazione”. Visto quindi la brutta sorte toccata a Giarre, non vorremmo che nell'arco dei due anni la stessa cosa toccasse anche a noi di Acireale.
Le assicurazioni, a mezzo stampa, dei vertici dell'ASP sono state date, ma noi non ci sentiamo del tutto tranquilli fino a quando  le cose non miglioreranno realmente, in quanto, come denunciato alla DG dott.ssa Grossi, siamo già in profonda sofferenza per accogliere i nostri oltre 31.000 accessi l'anno, a cui, da Aprile, si aggiungeranno i 18.000 di Giarre.
Allora gli interventi migliorativi devono dirigersi, da subito, in almeno  quattro direzioni. Primo, una corposa iniziativa di consolidamento e di potenziamento di tutte le figure che già operano al PS (togliendo, almeno nelle ore di maggiore afflusso, la cura dell'OBI, le dimissioni e i ricoveri dai compiti dei medici che operano nelle stanze d'emergenza). Secondo, un ampliamento significativo dei posti attuali di OBI (adesso solo 4 + 4), anche perché con le barelle e le sedie si quadruplicano e non è un bello spettacolo, come non è  un buon servizio ai pazienti, restare giorni in quelle precarie situazioni, quasi fossero figli di un dio minore. Terzo, l'immediato recupero dei posti letto (con immissione di personale adeguato) che il piano di riordino  assegna ai reparti dell'emergenza (Medicina, Chirurgia, Ortopedia, ..) per assorbire in ricoveri quelli che ne hanno bisogno. Quarto, una incisiva opera di informazione e di pressing  sul Governo regionale, sull'Assessora Borsellino e sulla Commissione Sanità per restituire all'Ospedale di Acireale tutte quelle prerogative che, il luogo, la struttura (in certi punti da sistemare subito), la ricettività non ancora del tutto esaurita, le professionalità dei suoi Operatori Sanitari, la sua storia, lo facciano definitivamente considerare per quello che è: un Ospedale di Primo Livello.  
Noi, assieme ai Cittadini Attivi, alle nostre Deputazioni regionali e nazionali, ai Sindaci e agli Amministratori del Distretto Sanitario e  Ospedaliero, alle Organizzazioni di Volontariato, vigileremo, come da più di trent'anni abbiamo sempre fatto, per migliorare le condizioni di cura e rendere fruibile a tutti l'inalienabile Diritto alla Salute.
Acireale, 17 marzo 2015   Carmelo Musmeci  per TDM/CittadinanzAttiva di Acireale

Augusta

In questa stessa sezione veniva riportata, nel notiziario dello scorso mese, l’articolata nota che il T.D.M. aveva indirizzato al direttore generale dott. Salvatore Brugaletta ed in seguito alla quale era avvenuto un incontro rispetto al quale, in data 24 febbraio 2015 è stato emesso il sottoriportato comunicato stampa:
“Con la previsione di 715 posti letto per acuti e 102 per post acuti nella provincia di Siracusa, la nuova rete ospedaliera concede una eccellente prospettiva di sviluppo per tutti gli ospedali del territorio provinciale e il presidio Muscatello di Augusta, in tale programmazione, si proietta verso quella dimensione di eccellenza che un territorio ad elevato impatto ambientale richiede, con la specializzazione a polo di riferimento oncologico provinciale”.
 Lo ha affermato il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta durante un incontro con i componenti il Tribunale per i diritti del Malato di Augusta presieduto da Domenico Fruciano, accompagnati dal deputato Stefano Zito, intervenuto in qualità di vice presidente della Commissione Sanità all'Ars, che hanno chiesto chiarimenti e certezze sul futuro dell’ospedale megarese.
Il direttore generale Salvatore Brugaletta ha sottolineato come dal primo giorno del suo insediamento, mentre si è impegnati a portare a compimento il piano di riorganizzazione dell’ospedale Muscatello secondo la precedente rimodulazione ospedaliera e in vista della nuova, ha posto particolare attenzione alle criticità diffuse sia nelle strutture territoriali che ospedaliere, che hanno imposto interventi con carattere di assoluta urgenza. Il riferimento è ai servizi territoriali che sono stati trasferiti nel presidio ospedaliero e allocati temporaneamente nel nuovo padiglione, poiché i locali di via De Roberto non rispondevano ai requisiti minimi di sicurezza, nonché alle sale operatorie del nosocomio i cui lavori di ristrutturazione ed adeguamento, che rispondono alle prescrizioni della Procura della Repubblica di Siracusa, sono iniziati in questi giorni.
“Stiamo agendo su due piani paralleli – ha puntualizzato Salvatore Brugaletta –, da una parte stiamo adeguando le strutture con interventi indifferibili e urgenti e, dall’altra, stiamo proseguendo nel piano di riorganizzazione secondo un disegno che prevede l’attivazione di nuovi reparti, tra questi Neurologia, Oncologia, Oncoematologia, Chirurgia ad indirizzo oncologico, portando l’ospedale di Augusta a divenire polo di riferimento oncologico provinciale e Centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi delle malattie derivanti dall’amianto per cui il progetto, da realizzare con i fondi aggiuntivi previsti per le aree a forte rischio ambientale di cui alle legge 5 del 2009, è stato già presentato all’approvazione dell’Assessorato.
Con la nuova rete ospedaliera che prevede per l’ospedale di Augusta 120 posti letto, sommati ai 190 privati, la città megarese potrà contare su una dotazione da far fronte ad un bacino di utenza superiore a quello territoriale. In tale contesto rientra anche la definizione in atto di una nuova pianta organica aziendale che sarà adeguata alle nuove esigenze. L’ospedale è tutto un cantiere, sono in corso i lavori di cablaggio strutturato su tutto il presidio, sono già al collaudo le nuove strutture del Pronto soccorso, Laboratorio analisi e Radiologia, tra i prossimi interventi è prevista la manutenzione ed il completamento della passerella di collegamento dei due padiglioni”.
“Abbiamo apprezzato - ha dichiarato Domenico Fruciano a conclusione dell’incontro - la disponibilità del direttore generale Salvatore Brugaletta ed abbiamo accolto con favore la sua proposta di organizzare degli incontri periodici al fine di collaborare e continuare a confrontarci sulle problematiche del nosocomio di Augusta. Abbiamo ottenuto delle prime risposte rassicuranti alla nostra lettera inviata lo scorso 3 febbraio alla dirigenza dell’Asp di Siracusa, illustrata e discussa con i cittadini durante l’assemblea pubblica tenutasi il 6 febbraio. I cittadini di Augusta temono una chiusura dell’ospedale ed hanno bisogno di risposte certe sul futuro dello stesso. Adesso sarà l’Assessorato a doverci fornire ulteriori risposte e conferme in merito, soprattutto, ai tempi di erogazione dei già richiesti finanziamenti da parte della competente Asp”.
L’ospedale Muscatello, ha ricordato il direttore generale Brugaletta, è oggetto di un piano di riorganizzazione in corso già da alcuni anni. I primi interventi effettuati sono stati la ristrutturazione dell’ex reparto di Oncologia al secondo piano del vecchio padiglione e di parte dei locali a piano terra dove è stata trasferita la Psichiatria. Successivamente sono stati realizzati con fondi Po Fesr i lavori per il nuovo Pronto soccorso, Laboratorio analisi e Radiologia, ultimati e già al collaudo, i lavori di ristrutturazione e completamento del primo e secondo piano del nuovo padiglione per l’allocazione di servizi ospedalieri e territoriali, ambulatori, uffici del Distretto, che erano ubicati in locali non idonei e in affitto, conseguendo notevoli risparmi sulle locazioni passive. Allocazione temporanea comunque, che a regime, il direttore generale ha assicurato su espressa domanda del Tribunale per i diritti del Malato, sarà compatibile con l’organizzazione dei servizi e dei posti letto previsti dalla nuova rete ospedaliera.  
In attesa del finanziamento ex art. 20 di poco meno di dieci milioni di euro per il completamento del nuovo padiglione, la direzione generale, inoltre, ha posto in essere la realizzazione della nuova cabina elettrica, la progettazione della nuova centrale di sterilizzazione, il completamento delle misure antincendio nel vecchio padiglione per cui è stato appaltato un apposito accordo quadro biennale, la progettazione per la ristrutturazione della Morgue. “Non ci fermeremo, e per questo abbiamo bisogno di forti alleanze con tutte le forze presenti nel territorio – ha rassicurato il direttore generale – e proseguiremo fino a quando l’obiettivo finale non sarà realizzato e sarà restituito un ospedale degno di tale nome”.
(Responsabile Ufficio Stampa -Agata Di Giorgio)

Catania

In occasione della Giornata europea dei diritti del malato. Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato di Catania, unitamente al Comitato Consultivo dell'Azienda Sanitaria  Provinciale intende celebrare tale ricorrenza nella mattinata del 18 aprile P.V. ore 9,30-13,00 in Piazza Stesicoro.
L'evento oltre a fornire ai cittadini informazioni sui diritti del malato in relazione al Servizio Sanitario Nazionale, intende sensibilizzare l'opinione pubblica sull' umanizzazione delle cure. II tema infatti della Giornata è  abbiamo un sogno:  la medicina sia effettivamente centrata sul paziente per assicurare l'alleanza terapeutica e la migliore erogazione delle cure nella loro totalità e contesto.
La campagna intende avviare la campagna Patient Centered Medicina, a cui si ispira il patto della salute 2014-2016 per un servizio sanitario  sostenibile.

Messina

I rappresentanti di CittadinanzAttiva di Messina, invitati, si sono incontrati con l’Assessore ai Servizi Sociali prof. Nino Mantineo. Anche se qualcuno li ha definiti, amabilmente, dei sognatori, dimostrando anche di essere molto concreti nella difesa dei cittadini, specie quelli più deboli, e non disponibili a concedere sconti a nessuno, hanno posto tutta una serie di quesiti sull’attuale gestione dei servizi sociali. Anzitutto hanno chiesto perché la delibera 927 del 19 novembre 2013, recante “Atto d’indirizzo per l’affidamento dei Servizi Sociali” e quant’altro prodotto, in tale settore, dall’Amministrazione non sia stato mai sottoposto alla valutazione della Consulta comunale delle organizzazioni sociali, nonostante il Regolamento della stessa, all’art. 2, preveda “ Che scopi della Consulta sono: a) Esprimere parere non vincolante preventivo e consuntivo su programmi, piani di attuazione, progetti ed attività dell’Amministrazione”. Un tale comportamento, molto probabilmente è teso a non smentire il prof. Mantineo che, in data 1 agosto 2012, ha sostenuto “l’inutilità di questo organismo etero diretto dalla stessa amministrazione comunale e fortemente condizionato da essa”.
Hanno espresso perplessità in ordine all’assegnazione di alcuni servizi con lo sconto del 100% di ribasso. Anche se, sotto il profilo puramente amministrativo, tale assegnazione è ammissibile, come ha spiegato il funzionario responsabile, tale ribasso, non disponendo di più precise informazioni, appare materialmente, finanziariamente ed eticamente  impossibile. E’ naturale che, in conseguenza, sorga il sospetto che il servizio o non verrà svolto adeguatamente o i lavoratori verranno indotti a versare parte del loro stipendio, per far fronte alle spese generali che deve affrontare la cooperativa e che sono: spese di contratto ed accessorie, imposta di registro; oneri finanziari generali e particolari, comprese cauzione a garanzia della esecuzione, polizze assicurative; spese di organizzazione e gestione tecnico-amministrativa, spese per servizi relativamente alla sede (illuminazione, gas, acqua, trasporto merce, benzina e gasolio, materiale di pulizia, disinfettanti, strumenti ed arredi, ecc.). Hanno anche ricordato che, con la stessa somma l’ASP, sotto il profilo sanitario, assiste oltre 5000 soggetti anziani. Dopo aver preso atto che l’Amministrazione Comunale, espressamente richiesta di esplicitare le proprie intenzioni, con i provvedimenti messi in atto ha inteso proseguire le scelte delle tanto vituperate, almeno a parole, precedenti amministrazioni, con l’affidamento e con i pagamenti vuoto per pieno, CittadinanzAttiva ha illustrato il proprio documento che pone al centro dell’attività dei Servizi sociali il bisogno a cui dare adeguate risposte, naturalmente tenendo conto delle esigenze lavorative di coloro che sono impegnati nel settore. In particolare è stata sottolineata la necessità di dare risposte adeguate a chi non ha da mangiare, settore oggi lasciato esclusivamente alla carità privata, a chi non sa dove dormire, a chi non sa come pagare la pigione, le bollette del gas, della luce, dell’acqua, etc. Anche nel concreto molte sono state le proposte che, certamente non riceveranno risposta. Dato che l’Assessorato ai Servizi Sociali, per precisa scelta politica, considera il bisogno un optional, i tanto sbandierati “Stati Generali” si mostrano per quello che in effetti sono, una grande mistificazione da cui i rappresentanti di CittadinanzAttiva di Messina, si terranno assolutamente lontani, con la speranza che nessuno, almeno questa volta, venga a chiedere “chi siete voi che vi permettete di irrompere sul più bello, sulla scena degli illusionisti, con l'arroganza della verità?” La convinta necessità di un ripensamento collettivo sui Servizi Sociali, peraltro ribadita dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della nostra Diocesi che ha richiamato la necessità di “dare vita e forza a una nuova stagione delle politiche sociali della nostra città, che interrompa, in maniera definitiva le passate pratiche clientelari”, obbliga ad augurarsi che si riesca a trovare una sede autorevole e credibile dove possa tenersi una tale riflessione. Messina, 8 marzo 2015

Palermo

Cittadinanzattiva partecipa al Workshop “La riqualificazione della rete ospedaliera ed i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza tra sostenibilità del SSN e nuovi bisogni del cittadino” che si terrà a Palazzo dei Normanni nel pomeriggio del 13 aprile. Il welfare è il complesso di attribuzioni giuridiche, servizi e sussidi grazie ai quali, in forme e modi diversi, è assicurata a ogni cittadino la completa espressione dei propri diritti, e ciò in funzione della massima realizzazione del principio di uguaglianza. La maggior parte dei diritti che afferiscono al concetto di welfare, infatti, non sono attribuiti, ma semplicemente riconosciuti. Ogni cittadino ne è già titolare, in quanto persona, e l’organizzazione politica non può che riconoscerne l’inalienabilità. Le attuali sofferenze sociali, generate dalla crisi in atto e dai vincoli di bilancio imposti dalla spending review, sollecitano un ripensamento del nostro welfare, che si fondi sull’ottimizzazione delle scarse risorse disponibili, ma anche su una nuova riflessione attorno ai servizi ed ai sussidi che lo stato sociale del terzo millennio è ancora in grado di erogare e garantire. Fra questi, per la loro delicatezza e per la naturale inerenza alla vita delle persone, persino alla vita in senso biologico, le prestazioni che si riferiscono al diritto alla salute meritano una riflessione particolarmente attenta e approfondita. Molte delle scelte del passato, infatti, non sono più accettabili, tanto che da più parti è ritenuta improcrastinabile la ricerca di soluzioni alternative, efficaci rispetto ai bisogni, coerenti nel loro insieme, adeguate alle attuali esigenze sociali ed economicamente sostenibili. In questo quadro, il S.S.R. è chiamato a giocare un ruolo significativo, in coerenza con le ampie deleghe che gli indirizzi normativi nazionali gli riconoscono nel campo della Sanità. L’obiettivo di questo sforzo non potrà che essere una nuova pianificazione degli assetti erogativi e dei livelli di assistenza, secondo criteri capaci di coniugare massimizzazione dell’appropriatezza e sostenibilità. In particolare, le rigorose norme economico-organizzative introdotte nel 2012 dal legislatore nazionale, in tema di spending review e di sostenibilità del SSN, impongono la definizione di ulteriori misure, volte ad adeguare la “produzione di salute” e la sua erogazione al nuovo sistema parametrico di finanziamento, basato sui fabbisogni e sui costi standard. Ciò significa garantire i livelli essenziali di assistenza intervenendo anche sulle reti assistenziali e sull’appropriatezza delle prestazioni e dei servizi, nonché sulle modalità di erogazione degli stessi, agendo in modo selettivo sulle aree di inefficienza, tanto nell’acquisizione dei fattori produttivi, quanto nel loro concreto utilizzo. Al fine della completa riqualificazione del S.S.R., le reti assistenziali, ospedaliera, territoriale e dell’emergenza – pur caratterizzate da specificità diverse – devono rispondere in maniera integrata ai bisogni della popolazione, svolgendo, ciascuna, funzioni sempre più specifiche e reciprocamente coordinate all’interno dei diversi percorsi assistenziali. Il Workshop si propone di stimolare nuove proposte operative, orientate a sviluppare ulteriori strategie d’intervento che, agendo sull’organizzazione e sull’appropriatezza clinica, investendo sulla valorizzazione delle risorse umane e professionali e avvalendosi della partecipazione civile, determinino le condizioni per il miglioramento della qualità dei servizi e dello stato di benessere della popolazione, nonostante la progressiva contrazione dei finanziamenti dedicati al sistema sanitario.

Paternò

Responsabili del Tribunale per i Diritti del Malato, del Comitato Pro Ospedale, amministratori di Paternò e Belpasso e tanti loro concittadini hanno manifestato, lo scorso 13 marzo, davanti al Palazzo di Giustizia di Catania con l’obiettivo di sensibilizzare la Magistratura affinché tenga conto dei due esposti protocollati dal Comitato per fare luce su alcune, come sono state definite, “anomalie” relative al blocco dei lavori ed alla chiusura del reparto di ostetricia e ginecologica del Presidio Ospedaliero SS. Salvatore di Paternò.
Come hanno precisato gli organizzatori, la manifestazione non era “…per protestare contro la Procura, ma siamo qui per chiedere un aiuto anche alla Magistratura, perché possa porre l’attenzione su fatti poco chiari, come il blocco dei lavori. La nostra lotta va contro l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania e l’Assessorato regionale alla sanità per come hanno gestito la tematica ospedale Paternò”

Sciacca

LCittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato, in collaborazione con la locale Avulss- Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali Socio Sanitarie, ha programmato la sua terza giornata della campagna nazionale di "Consumatori in rete” il 18 marzo scorso presso il Centro unico di prenotazioni del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II”.
Per la circostanza è previsto un banchetto, curato dai volontari del movimento e dell’associazione, per la  distribuzione di opuscoli informativi sui servizi di pubblica utilità e la compilazione di specifici questionari riguardanti la situazione e la valutazione di tali pubblici servizi.

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