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C.V.G. di Gela

In cinquanta le associazioni presenti a Gela domenica 1 marzo, provenienti dai comuni della Provincia di Caltanissetta, per il seminario di avvio operativo della programmazione comune. Alla fine dei lavori il Coordinamento del Volontariato di Gela ha un comunicato stampa del quale, di seguito, si riportano ampi stralci
«Dopo il Passaporto del Volontariato, diventato ormai un ecosistema generativo di valori solidali, sfidiamo la Politica e le Istituzioni su un piano più alto, invitandoli ad adottare dei Patti Solidali di Cittadinanza -così Enzo Madonia, presidente del MoVI Gela, sintetizzando il senso della riunione- L'idea è di formare piccole comunità sparse nei quartieri in cui vengono analizzati i problemi sociali della famiglie, dei malati e degli anziani e provare insieme a dare delle riposte su due livelli: il primo di aiuto e sostegno immediato, il secondo di tipo politico, capace cioè di risolvere il disagio alla radice. I nostri Servizi Sociali sono ancora oggi ancorati ad una visione di tipo assistenziale e soprattutto non sono stati capaci di creare innovazione sociale. C'è solo un modo per operare il cambiamento, aprire il sistema socio sanitario ai cittadini in modo sussidiario con una visione di rete dei servizi erogati ed un regia informale dunque non solo a guida Istituzionale».
A tali tavoli dovranno partecipare non solo le associazioni e le famiglie, ma anche i dipendenti degli enti locali e delle asp, del mondo della scuola, delle parrocchie, con un calendario ed una piattaforma informatica che permetterà a tutti di conoscere in tempo reale l'argomento affrontato. Ogni quartiere dovrà avere una sede con un referente del Patto di Cittadinanza Solidale, che farà da moderatore, e gli incontri si svolgeranno in orari in cui può essere permesso a tutti di partecipare. Il progetto mira a costruire le basi per una comunità solidale in cui i cittadini riscoprono il valore della relazione interpersonale come antidoto all'individualismo ed all'inciviltà. Si tratta di un progetto a costo zero che mira a cambiare modello di gestione, passando da una visione verticistica ad una visione circolare.
«Mettere in collegamento le famiglie, i tanti che vivono in condizioni di emarginazione e precarietà sociale con le Istituzioni, è l'unico modo per avere servizi sociali più attenti alla dimensione umana - afferma Pino Valenti, portavoce del Coordinamento delle Associazioni di Gela. Lo scopo è trovare insieme le risposte a problemi di tipo sociale in un visione di collaborazione e non di delega. Il dipendente di un servizio pubblico timbra il cartellino, ma i disabili, non vivono la dimensione dell'ufficio, la loro giornata è interminabile se nessuno si prende cura di loro e tantissime famiglie sono sole nell'affrontare la quotidianità».
In generale, secondo le associazioni, a causa di continui tagli ai servizi e ad una scarsa programmazione, si è innescato un circolo vizioso che tende ad ospedalizzare ogni tipo di cura, «ma spesso - dice Salvatore Buccheri referente CeSVoP- basterebbe un sostegno psicologico ed una parola amica. Il volontariato deve fare un salto di qualità, uscendo dalla proprie sedi e portando all'attenzione di tutta la città le emergenze sociali di cui si occupa ogni giorno».
Gero Bongiorno, presidente della Casa del Volontariato dice che «I giovani sono spariti dalle politiche, sono diventati trasparenti in quasi tutti i settori, nella nostra città le politiche giovanili sono sparite. Noi pensiamo che questa città deve dare prospettive anche in termini europei ai tantissimi ragazzi della città».
I 'patti di cittadinanza solidale' sono dunque secondo le associazioni lo strumento indispensabile per costruire quel legame tra cittadini e politica che si è perso tra i meandri della burocrazia.


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