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Verso la nuova rete ospedaliera
di Santo Gulisano


La puntata di questo mese della rubrica “Verso la nuova rete ospedaliera” riferisce quanto emerso nel corso di una specifica seduta, quella del 3 marzo scorso, della VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari dell’ARS che aveva, come unico punto all’o.d.g., il seguente argomento “Audizione dell'Assessore per la salute e dei dirigenti generali in ordine allo sblocco immediato delle procedure concorsuali delle aziende sanitarie siciliane al fine di garantire la stabilità e la strutturazione del Sistema Sanitario in  relazione alla  recente riqualificazione e  rifunzionalizzazione  delle  rete  ospedaliera territoriale della Regione Siciliana”
Dopo l’avvio dei lavori il Presidente della Commissione on. Giuseppe Digiacomo ha invitato la dirigente dell’Assessorato alla Salute dott.ssa Maria Letizia Di Liberto ad illustrare il percorso fin qui effettuato dall’amministrazione sul tema all’ordine del giorno.



Nella sua dettagliata e puntuale relazione la dott.ssa Di Liberto ha rappresentato i criteri e le tappe del lavoro svolto che, in estrema sintesi, sono parsi riconducibili, in misura prevalente, ai seguenti due punti:
a) modificazione del vecchio criterio in base al quale il principale (se non unico) riferimento per la determinazione della dotazione organica era il fattore “posto letto” per tener, nel debito conto, del fattore “produttività”;
b) costruzione di un impianto regionale del quale, poi, le singole aziende avrebbero dovuto tener conto.
La sintesi è, certamente, brutale, forse anche approssimativa, ma, di sicuro, non molto lontana dalla sostanza delle cose. Anche se c’è da tener presente, come ha tenuto a ribadire la stessa dott.ssa Di Liberto, che non trattasi di un disegno già preordinato e definito dall’alto ma aperto a verifiche e contributi (peraltro già avviati e con tempistiche ravvicinate) con tavoli di lavoro espressioni, anche, delle Aziende. La stessa ha completato il suo intervento partecipando un documento dei vertici aziendali che auspicavano una metodologia procedurale diversa e sul quale non c’erano state, da parte dell’Assessore Borsellino, pregiudizievoli chiusure.

Il Presidente Digiacomo ha, quindi, manifestato perplessità sulle modalità del percorso intrapreso dall’assessorato. Dopo aver ricordato le ragioni delle difficoltà del passato che, purtroppo, continuano a pesare sulla sanità siciliana ha tenuto a ribadire che gli indubbi miglioramenti conseguiti portano, o meglio dovrebbero portare verso una condizione di normalità da conseguire al più presto. Sotto questo aspetto la responsabilità dei Direttori Generali, anche per quanto riguarda le politiche del personale, non può che essere piena e tale da permettere, a fine mandato, di poter valutare, effettivamente e sostanzialmente, il loro operato. Costruire gabbie rigide all’interno delle quali operare non solo non si addice alla funzione manageriale che a loro compete ma inserisce elementi di “irresponsabilità” che potrebbero alimentare sensi di impunità che, invece, vanno contrastati. Al riguardo, molto nettamente, ha richiamato il ruolo e l’azione che compete, anche, ai commissari straordinari. Un secondo ordine di motivi per non condividere il percorso dell’assessorato risiede nella inevitabile lunghezza delle procedure prima di arrivare ad un effettivo sblocco dei concorsi.

L’on. Giuseppe Laccoto ha rimarcato l’estrema urgenza di pervenire all’Atto Aziendale ed alle Piante organiche delle singole aziende. A tale scopo le nuove e complesse procedure che sta seguendo l’assessorato non appaiono idonee alla tempistica che la situazione impone. Addirittura le innovazioni addotte risultano abbastanza contraddittorie. E’ difficile, infatti, valutare la “produttività” di una sala operatoria quando la sua attività è condizionata se non addirittura bloccata dalla mancanza di anestesisti nella struttura. Così come la “produttività” di quelle realtà che mancano di primari per il blocco dei concorsi. Ha, inoltre, posto all'attenzione dell'assessore la necessità e l'urgenza di dotare i reparti di guide certe e riconosciute.

L’on. Stefano Zito ha concentrato il suo intervento ponendo all’Assessore Borsellino precise domande su: disponibilità delle risorse e notizie sui tagli del Ministero; controlli sull’operato dei Direttori Generali; stabilizzazioni e mobilità; ricognizione puntuale per far emergere quanti impiegati in modo improprio da meglio destinare per sopperire ad aree critiche.

L’on. Bernardette Grasso ha chiesto, poi, di conoscere i criteri che saranno seguiti per determinare il 50% dei precari che possono essere stabilizzati in tempi brevissimi e come si sta procedendo per individuare le strutture complesse da chiudere; ha, altresì, sollecitato una ricognizione puntuale dell’esistente per avere contezza delle effettive carenze in modo da poter scrivere corrette linee guida per i concorsi che debbono essere espletati al più presto.

L’on. Antonino Oddo ha esternato serie preoccupazioni per i tempi tutt’altro che brevi, inevitabilmente, connessi alla complicata procedura sblocca concorsi prospettata. Ha, pertanto, richiesto una corsia diversa per i concorsi in pendenza, anche perché la loro definizione sarebbe già in grado di dare risposte non più rinviabili. In ordine, poi, al nuovo criterio relativo alla “produttività”, si augura che la Provincia di Trapani (già deficitaria rispetto al numero dei posti letto) non venga ulteriormente penalizzata.

E’ quindi intervenuto il dott. Maurizio Aricò, direttore generale dell’Asp di Ragusa che, a nome di tutti i vertici aziendali, ha ribadito le ragioni del documento collegiale inviato alla dott.ssa Borsellino e l’offerta di formalizzare, entro 30 giorni dall’emanazione di una Direttiva Assessoriale “quadro” le situazioni e le necessità delle singole Aziende. Ha, anche, espresso solidarietà all’Assessore nonché l’invito a non rassegnare le dimissioni.

L’on. Gino Ioppolo ha, quindi, rappresentato i limiti del lavoro fin qui svolto, dato che ha puntato a rappresentare l’esistente mentre sarebbe stato molto più utile e costruttivo andare ad individuare ed esplicitare cosa il Governo intende perseguire. Sono mancati, infatti, un disegno strategico ed un respiro prospettico che avrebbero qualificato il disegno di una nuova sanità. L’implementazione, ancorchè graduale (ma riscontrata da seri step di verifica) avrebbe permesso di conseguire una risposta sanitaria adeguata ai bisogni dei siciliani.

L’on. Girolamo Turano ha invitato i Direttori Generali a fare un circostanziato rapporto dell’esistente nella propria azienda. Un punto fermo, quindi, in grado di riuscire, periodicamente, a verificare l’evolversi dei processi e, conseguentemente, avere gli strumenti per capire, correttamente, i reali meriti o le precise responsabilità delle singole gestioni aziendali.

L’on. Giuseppe Picciolo ha sottolineato con forza l’esigenza di non porre paletti alla gestione manageriale che non può e non deve essere ingessata da condizionamenti posti da altri. Distinzione precisa dei ruoli, quindi, che prevede, da una parte, autonomia gestionale e, dall’altra, una “cornice quadro” di riferimento in questa fase d’avvio e stringenti verifiche periodiche (politiche, da parte della VI Commissione e gestionali, da parte dell’Assessorato). Messo di fronte a precise e circostanziate responsabilità, non potrà essere che diverso l’approccio dei manager nei casi di inadempienze che meritano il licenziamento.

L’on. Vincenzo Fontana si è fatto interprete dell’urgente necessità di superare quella condizione di precarietà che affligge, ormai da troppo tempo, tante figure professionali presenti negli ospedali. Dare agli operatori la dovuta serenità ha, peraltro, una indubbia e positiva ricaduta nel loro quotidiano. Ha, però, espresso dubbi e preoccupazioni sui tempi, fin qui, annunciati  ed auspica celeri processi in materia. Anche perché, per quanto riguarda la sanità, si è tagliato abbastanza e  -anche in considerazione dei traguardi raggiunti-  è tempo di una non più rinviabile inversione di tendenza che privilegi la qualità e la professionalità dei servizi offerti.



Prendendo la parola l’Assessore alla salute Lucia Borsellino ha fornito risposte alle questione poste; in particolare: i minori finanziamenti che verranno dal Governo Nazionale non sono dovuti a “tagli” ma a mancati incrementi; le regole che riguardano la nuova rete ospedaliera valgono per tutta la Regione; non c’è affatto la volontà di ridimensionare le prerogative dei manager; miglioramento dei L.E.A. e diversità di trattamento tra le diverse Regioni. Per quest’ultima questione ha invitato la Politica a fare una battaglia per la Sicilia, poiché questa, dopo aver risanato i conti nel settore sanitario, uscendo così dal Piano di Rientro, non è stata messa nelle condizioni di competere con le realtà più avanzate.
Nell’ambito della nuova rete sanitaria, che dovrà entrare a pieno regime entro la fine dell’anno prossimo, ha annunciato uno sblocco dei concorsi fin dai prossimi mesi, anticipando l’emanazione di una Direttiva Assessoriale utile allo scopo. Anche perché la legge Balduzzi non crea alcun problema per quelli effettuati con la precedente normativa, pertanto   -come hanno fatto rilevare diversi componenti della Commissione-  si può lavorare su quelli la cui indizione risulta perfezionata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. fficiale.
Il Presidente Digiacomo ha, quindi, ripreso i punti di maggior rilievo emersi nel corso della seduta e richiamato alcune tristi vicende che hanno interessato nelle ultime settimane la sanità siciliana, invitando, al riguardo, i Direttori Generali a prestare un’attenzione particolare ai processi di umanizzazione e di comunicazione.


In merito  l’Assessorato Regionale ha emesso un comunicato stampa del 24 marzo visionabile nella sezione “comunicati stampa Assessorato”  




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