facebook twitter
ccc yt
costruire salute
header CCC

Verso la nuova rete ospedaliera (decima puntata)
di Santo Gulisano
     

Il 30 settembre e, soprattutto, il 30 novembre sono scadenze che non possono essere disattese. Sia perché, autorevolmente e più volte, ribadite come termini “perentori” per l’avvio effettivo del rilancio della rete ospedaliera siciliana sia perché blocchi, carenze ed incertezze stanno minando, da moltissimo tempo e sempre più, un sistema che, al punto in cui siamo, appare assorbire sempre meno i contraccolpi di ulteriori penalizzanti ritardi.
Per la prima scadenza. Al momento in cui scriviamo mancano ancora diversi giorni al 30 settembre e, pertanto, possiamo riferire solo di …”voci”. Secondo le quali si potrebbe verificare l’adozione di buona parte (se non addirittura di tutte) le nuove piante organiche da parte delle Aziende; non in grado, però, in certi casi (quanti ? ), di produrre effetti al 30 novembre.
Ciò in quanto la loro “adozione” senza il debito visto di “controllo” dell’Assessorato varrebbe assai poco e, comunque, non basterebbe a sboccare, appunto entro il 30 novembre, i concorsi che avrebbero il via libera, invece, solamente dopo che saranno risolti i motivi alla base delle richieste di chiarimenti che, in questi casi, saranno avanzate dall’Assessorato.
Per questo perplessità sull’iter e sulla tempistica erano stati rappresentati -a seconda le diverse posizioni-  in questa stessa rubrica, il 31 luglio scorso, dall’on. Cascio, dall’on. Fiorenza, dall’on. Grasso e dall’on. Lo Giudice; che, ora, non risultano affatto dissipati (ma, anzi, complessivamente accresciuti) nei sotto riportati contributi raccolti, alla vigilia del 30 settembre, con l’on. Alloro, l’on. Ferreri, l’on. Ioppolo e l’on. Picciolo.

on. Mario Alloro
gruppo Partito Democratico – collegio elettorale di Enna
Ad inizio luglio la Sesta Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana “Servizi Sociali e Sanitari” ha approvato le “Linee d’indirizzo regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale”, licenziate, poco prima, dall’Assessorato alla Salute. Trattasi di atti molto importanti e, da tempo, attesi perché propedeutici per l’approvazione dei nuovi atti aziendali che consentiranno finalmente lo sblocco dei concorsi in sanità e delle procedure di mobilità.
Si sono così determinati tutti i presupposti per porre, finalmente, mano, nel concreto, ad un processo riformatore che innova ed, allo stesso tempo, incide a migliorare la sanità regionale e supera le situazioni di sofferenza determinate dalle pesanti crisi di organico che hanno, fin qui, penalizzato tante strutture. Dopo l’approvazione della rifunzionalizzazione della rete ospedaliera, con questi provvedimenti si chiude finalmente il cerchio e si va verso la normalizzazione, su valori più elevati, del sistema sanitario in Sicilia.
Non si può, quindi, che esprimere grande soddisfazione: l’approvazione delle linee guida delle nuove piante organiche rappresenta un passaggio di fondamentale importanza perché consentirà di sbloccare i concorsi per nuove assunzioni di medici e di tutto il personale del comparto sanitario. Ma non solo; nella risoluzione approvata in commissione, sono stati dati tempi certi. Viene, infatti, posto in capo ai Direttori l’obbligo di provvedere all’approvazione delle piante organiche delle singole ASP entro il termine ultimo del 30 settembre 2015, e successivamente, entro il 30 novembre 2015, all’avvio delle procedure di reclutamento del personale.
L’eventuale mancato rispetto della scadenza dell’ormai prossimo 30 settembre deve, quindi, trovarci pronti e preparati; pena la credibilità dell’intero sistema. La determinazione, piena e convinta, della VI Commissione a contrastare ritardi e rinvii quanto mai deleteri è assolutamente fuori discussione. Al riguardo mi piace ricordare l’impegno assunto dall’assessore Gucciardi che, riprendendo un’indicazione del Presidente Digiacomo dei mesi scorsi, ha ribadito che “I termini sono perentori ed eventuali ritardi saranno oggetto di valutazione negativa per i direttori delle Aziende”.
Trattasi di un’indicazione precisa ed inderogabile perché non si possono ancora rimandare le questioni legate al superamento di certe pericolose situazioni di incertezza, alle carenze d’organico, alla precarietà in cui hanno e stanno continuando a lavorare tanti operatori della sanità. Peraltro questi termini sono rispettabilissimi perché l’impianto complessivo della nuova rete ospedaliera è risaputo, nelle linee generali, da molto tempo e i manager capaci, diligenti e previgenti non si trovano a dover affrontare ex novo il problema ma solo registrare qualche aggiustamento a quanto hanno avuto tempo e modo di predisporre.
Il quadro generale di riferimento è noto; e non da ieri. La Commissione, ad inizio luglio, si è limitata ad inserire solo qualche correttivo migliorativo. Come il mio che supera la proposta governativa che prevedeva la soppressione di unità operative complesse in presenza di duplicazioni negli ospedali riuniti. Ciò avrebbe pesantemente penalizzato l’ASP di Enna, laddove vi è la presenza di unità operative complesse sia a Enna e Piazza Armerina che a Nicosia e Leonforte, dove avremmo rischiato di perdere alcune strutture complesse proprio perché duplicato di uguali strutture presenti in presidi ospedalieri del territorio.
La Commissione, alla presenza del neo Assessore Gucciardi, ha deciso che le ASP, prima di procedere ad accorpamenti delle Unità operative complesse, devono ricevere preventiva autorizzazione da parte dell’Assessorato previo parere della sesta commissione a pena di decadenza del direttore. E’ stato, inoltre, previsto che gli eventuali accorpamenti dovranno tenere conto degli effetti sui livelli essenziali di assistenza, ed anche della dislocazione geografica, logistica, dei territori disagiati e dei collegamenti viari difficili.
Questi parametri consentiranno di tutelare i presidi di Piazza Armerina e Leonforte, sapendo però che la verifica sulle strutture da chiudere si farà nel 2016. In questo senso auspico che la governance dell’ASP di Enna proceda celermente al varo di un piano di riorganizzazione e razionalizzazione dei reparti dei quattro presidi per arrivare alla scadenza del 2016 con parametri ottimali di assistenza.


on. Vanessa Ferreri
gruppo Movimento 5 Stelle – collegio elettorale di Ragusa
Dopo le roboanti (ma tradite) dichiarazioni dell’anno scorso strombazzate dal Presidente Digiacomo, l’Assessore Gucciardi è tornato, ad inizio luglio, ad annunciare come ormai prossimo lo sblocco dei concorsi. Che necessita, per essere avviato, dell’adozione delle piante organiche annunziata dallo stesso Assessore per il 30 settembre. Tale scadenza è, pertanto, l’ennesima cartina di tornasole per capire se continua o meno la politica degli annunci senza i dovuti fatti consequenziali.
In questa vigilia, non posso, quindi, non augurarmi che il 30 settembre segni l’adozione “vera e sostanziale” delle piante organiche e, soprattutto, che queste rispecchino e rispettino un impianto in grado di soddisfare le necessità dei cittadini siciliani.
Per quanto riguarda il territorio ibleo le voci che circolano non lasciano presagire nulla di buono ma, come riporto a conclusione di questo contributo, solo inammissibili ed insostenibili tagli.
Ma restiamo, per ora, alla questione dell’adozione delle piante organiche, atto propedeutico per sbloccare i concorsi ed avviare un minimo processo per cominciare a colmare i guasti dell’ottuso blocco del turnover.
Al 30 settembre dovrebbe esserci l’adozione degli atti aziendali e delle piante organiche; anche se si: basta ? Certo che no. E’ stato, infatti, previsto un propedeutico “controllo” da parte dell’Assessorato che ne verifichi la conformità e la compatibilità rispetto ad un organico disegno di rifunzionalizzazione e riqualificazione dell’intera rete ed alle conseguenti linee generali per le dotazioni organiche, così come voluti dal Parlamento Siciliano. “Controllo” da esercitare entro 60 gg dal ricevimento dell’atto (che può essere trasmesso entro 15 gg dall’adozione); salvo quelli per i quali entro 30 giorni dal ricevimento, l’Assessorato richieda chiarimenti o elementi integrativi di valutazione. Per questi scatta il “necessario” (ed indefinibile) ping pong per la definizione della versione propedeutica per lo sblocco dei concorsi che potrebbe arrivare dopo (e, teoricamente, molto dopo) il 30 novembre …del 2016.
In pratica il termine (espressamente indicato come) “perentorio” del 30 novembre 2015 per l’avvio delle procedure concorsuali potrà essere tutt’altro che “perentorio” e molto differito nel tempo. Siamo allora in presenza di impegni di una “certa” politica ? di una promessa “avventata” (?) da parte dell’Assessore Gucciardi, che segue le stesse orme (di fine 2014) del Presidente Digiacomo ?
Quali possono essere le consequenziali valutazioni dei cittadini siciliani di fronte a questa prima non onorata convergenza dei due massimi esponenti della sanità siciliana ?
La prima, perché non è la sola: l’Assessore Gucciardi ha seguito il Presidente Digiacomo anche nel confermare un suo successivo impegno della primavera scorsa relativo a inevitabili conseguenze negative per i manager inadempienti. Questa seconda comunanza di vedute finirà con l’ennesima bolla di sapone a cui sono abituati quanti fingono di avere memoria corta ?
Esito quanto mai probabile. Anche perché non mi risulta che l’Assessore Gucciardi abbia condiviso quanto, il 20 maggio, il Presidente Digiacomo ha dichiarato per i perduranti inammissibili ritardi che, a quella data, registrava la riorganizzazione della rete ospedaliera: “…tutto è impantanato nella burocrazia dell’assessorato alla Salute … (omissis) … sollecitare i direttori generali ad adottare nel più breve tempo possibile le piante organiche delle rispettive Aziende sanitarie, tenendo conto degli aggregati di spesa già assegnati, dei parametri e delle dotazioni della rete ospedaliera per la successiva indizione delle procedure concorsuali pubbliche finalizzate alla copertura dei posti vacanti. …(omissis) … Ma l’assessorato alla Salute ha il personale sufficiente per questo tipo di lavoro, quattro mesi sono davvero troppi”. Ed ulteriori altri quattro mesi sono passati da quando il Presidente Digiacomo ha lanciato questo ennesimo proclama.
Ulteriori ritardi sono vergognosi; ma, ancor di più, lo sono i tagli che vogliono imporre: non si può accettare la chiusura del reparto di neurologia di Modica e di conseguenza l'ospedale di Scicli. Non si può accettare l'organizzazione dei pronto soccorso. Non si possono chiudere i reparti di malattie infettive e il polo oncologico di Ragusa. Se apriamo Emergency a Comiso, come organizziamo i reparti di riabilitazione, odontoiatria..e altro? Dove li mettiamo?


on. Giovanni Ioppolo
gruppo Lista Musumeci – collegio elettorale di Catania
La recente kermesse di #diventeràbellissima che si è svolta nei locali della Vecchia Dogana di Catania dal 10 al 12 settembre ha attenzionato e dibattuto temi importanti ed urgenti che hanno una ricaduta diretta sulla vita dei siciliani; una sessione è stata, pertanto, dedicata alla condizione che caratterizza la sanità siciliana. Con il contributo di insigni professionisti, qualificati addetti ai lavori ed autorevoli esponenti del mondo istituzionale sono state dibattute questioni decisive che hanno una influenza assolutamente prioritaria per conseguire quella sanità che i siciliani meritano.
Non poteva, quindi, essere sottaciuto il silenzio che, troppo presto, ha avvolto le dimissioni dell’assessore Borsellino. Indicata come il “fiore all’occhiello” della Giunta Crocetta, ha svolto un’azione certamente non scevra da errori ma con tentativi di innovazione che   -se coerentemente ed adeguatamente sostenuta-   avrebbe potuto inserire elementi di sostanziale cambiamento. Quel cambiamento che un “cerchio magico” non voleva e che ha avversato fino a spingerla ad abbandonare il campo. E, a poche ore dalle sue dimissioni, è riuscito ad avvolgere l’imbarazzante situazione con una preoccupante e pesante coltre di silenzio. Il nuovo assessore Gucciardi è stato chiamato a tentare di sciogliere i penalizzanti nodi che sono sul tappeto e che condizionano in modo assoluto i percorsi virtuosi che, invece, debbono essere seguiti con determinatezza e con coerenza.
In questi giorni i manager sono chiamati ad adottare gli atti aziendali e le piante organiche delle rispettive Aziende che, secondo i proclami sbandierati, saranno in grado di imprimere un benefico processo di rifunzionalizzazione e di riqualificazione dell’offerta sanitaria in Sicilia. Peccato che un paletto insuperabile ma decisivo sia costituito dal contenimento della spesa ai limiti del 2011.
Certamente è da condividere l’idea che vanno contenuti sprechi ed inefficienze ma solo quando questi sono realmente tali.
Inoltre è strano immaginare che si possano migliorare le prestazioni complessive riducendo costi marginali di qualche unità in presidi decentrati mentre non si mette mano ai sostanziosi capitoli di spesa che sarebbero, invece, in grado di liberare ingenti risorse, tali, quindi, capaci di mettere in campo le necessarie disponibilità per invertire la rotta.
Nel corso del dibattito sulla sanità nell’ambito della kermesse #diventeràbellissima primaricordata sono stati chiaramente ribaditi.
Almeno 3 vanno ripresi: a) Unica stazione appaltante per beni e servizi. Riguarda un ammontare di 3,3 miliardi con oltre il 92 % con affidamento diretto e senza gara; b) Mobilità passiva. Più di 200 milioni per prestazioni a rimborso di cure cui 70.000 cittadini ricorrono fuori della Sicilia; c) Medicina difensiva. Un calcolo puntuale è certamente difficile ma le stime indicano cifre da capogiro.
Tantissimi soldi che si sarebbero potuti (e che si possono) risparmiare e che “quanti hanno interesse” hanno impedito. Continuando a lottare, con successo, per l’allontanamento di coloro che hanno, vanamente, tentato di contrastarli. Ottenendo che non si incida, in modo significativo, su certe storture; e, così, lasciando poche briciole ai processi di vera innovazione. Peraltro con l’urgente ed inderogabile necessità di colmare sia le gravi carenze d’organico (mancano circa 5.000 operatori di figure professionali diverse) sia l’insopportabile divaricazione che contrappone i piccoli ospedali dei territori periferici alle realtà delle tre aree metropolitane.
In questo scenario si colloca la scadenza del 30 settembre, indicata dai massimi responsabili istituzionali come termine perentorio per l’adozione dell’atto aziendale e delle piante organiche delle singole Aziende. A breve sarà chiaro il rispetto o meno del termine. Non tanto   -o,meglio, non solo-   come mero adempimento formale ma come strumento efficace per avviare un vero processo di riqualificazione e di rifunzionalizzazione della nuova rete ospedaliera.
Dalla consistenza di tali atti si capirà se ci sono le condizioni per un credibile processo di cambiamento, di una svolta per la quale la dottoressa Borsellino non è riuscita a vederne i presupposti, tant’è che decise di dimettersi con quelle chiare motivazioni contenute in una lettera che, troppo presto, si è voluto far cadere nell’oblio.

on. Giuseppe Picciolo
gruppo Patto dei Democratici per le Riforme – collegio elettorale di Messina
La piena ripresa delle attività dopo la pausa estiva consegna alla Politica siciliana una serie di impegni in grado di affermare il ruolo riformatore che questo Governo della Regione ritiene di poter e saper realizzare. A partire da quelle situazioni che per la delicatezza della materia ed il lavoro già sviluppato in questi anni possono, in tempi brevissimi, essere portate a compimento.
La riforma della rete ospedaliera è, senza dubbio, tra queste. Ormai è in dirittura d’arrivo e sarebbe quanto mai sciocco non riuscire a concretizzare un impianto già definito nelle linee generali grazie ad un fecondo confronto con i territori ed un serrato lavoro dei tanti attori della sanità.
Non sono da nascondere le difficoltà; ma i notevoli benefici che non potranno non venire da questo disegno riformatore impongono un’intelligente e saggia azione politica, capace di non disperdere quanto, ormai, è a portata di mano.
Siamo, pertanto, chiamati, in primo luogo, a vigilare affinchè la struttura burocratica sappia tradurre le indicazioni che la politica di servizio ha chiaramente indicato. Al riguardo sono stati fissati tempi e modalità che, se rispettati, daranno al più presto una nuova rete ospedaliera capace di rispondere meglio ai bisogni sanitari dei siciliani.
Per questo il lavoro di definizione delle nuove piante organiche non può e non deve concedere spazi a inefficienze e sprechi ma neppure sottostare a insuperabili logiche ragioneristiche. L’intelligente e saggia azione politica che va espressa deve saper conseguire un corretto equilibrio tra necessità e livelli di prestazioni nei comprensori, bandendo il tentativo di far cassa sulla pelle dei cittadini; specie di quanti risiedono in territori che, per lo stato e la natura dei collegamenti, non agevolano pronte risposte.
Una sana Politica ed una buona Burocrazia devono, pertanto, saper guidare una pronta e sapiente definizione delle piante organiche perché è quanto mai prioritario e, da tempo, non più eludibile lo sblocco dei concorsi. Troppe e da troppo tempo sono le carenze che, in un gran numero di situazioni, stanno penalizzando l’erogazioni di prestazioni dovute e possibili.
Riferendoci (ma dando il giusto peso) agli aspetti finanziari, non si può non ricordare che la situazione attuale non ostacola il perseguimento di “buoni” obiettivi perchè è ben diversa da quella degli anni passati; come ha dichiarato l’Assessore Gucciardi a fine luglio, “…Il 2014 si è chiuso con un avanzo di amministrazione nei conti della sanità siciliana di 29 milioni 163 mila euro… (omissis) …Il Ministero della Salute ha inoltre sbloccato, alla luce del raggiungimento e superamento di diversi indicatori sanitari di livelli assistenziali nell’isola, una premialità di 127 milioni di euro per la Sicilia relativa al 2012 finora non erogata per il mancato raggiungimento di alcuni standard relativi ai servizi erogati.”
Questo, ovviamente, non può tentare a ripercorrere esperienze di spreco del passato ma deve permettere di migliorare ulteriormente le buone pratiche.
A tale riguardo, una considerazione sull’adozione delle piante organiche da parte delle Aziende ed al “controllo/approvazione” da parte dell’Assessorato. Personalmente non credo alle scadenze “perentorie” perché   -come insegna l’esperienza-   queste possono essere disattese (senza conseguenze per nessuno) o, peggio,  “aggirate”. Subordinare, quindi, l’avvio dei concorsi (tutti) di un’Azienda alla completa approvazione della pianta organica (ancorchè adottata entro il 30 settembre) difficilmente potrà dare la promessa risposta entro il termine “perentorio” del 30 novembre, perché un qualche inghippo è sempre dietro l’angolo pronto a paralizzare l’intero processo.
Cosa diversa è l’indizione dei concorsi per blocchi separati, per quelle situazioni che registrano piena convergenza dell’Azienda e dell’Assessorato, indipendentemente e prima, quindi, del visto di “controllo/approvazione” dell’intera pianta organica. Così le unità con una riconosciuta eccellenza sanitaria compromessa da carenze accertate e condivise possono avere già immediate risposte. Quanto mai attese specie da quelle realtà che, anni addietro, avevano già concluso le procedure di indizione del concorso con la pubblicazione del relativo bando sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.


L'invio di questa newsletter è un servizio gratuito fornito da Conferenza dei Comitati Consultivi e
Comitato Consultivo "AOU “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania ". I contenuti riportati nella newsletter e nei siti http://conferenzacomitaticonsultivi.overblog.com/ e http://www.policlinicovittorioemanuele.it/comitaticonsultivi sono di proprietà degli stessi ma sono liberamente diffondibili ed utilizzabili con l'accortezza di citarne la fonte.

Trattamento dati personali: link

e cancellazione dalla newsletter: link

Informazioni legali: link