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CC Ismett di Palermo

Una buona parte delle Associazioni componenti il Comitato Consultivo di ISMETT, ANED, ADMO, ASTRAFE, APRO, ha preso parte agli Stati Generali della rete Trapiantologica lo scorso 11 e 12 novembre a Roma..
Gli Stati Generali della Rete Trapiantologica italiana si sono riuniti in due giornate di lavori dedicate a tutti gli operatori della rete, operatori sanitari e rappresentanti dei pazienti, e che hanno visto coinvolgere oltre 450 esperti per confrontarsi sulle esperienze di best practice, sulle nuove linee guida, sulle strategie e i programmi su cui puntare nei prossimi anni.
Gli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana sono stati una rappresentazione generale dello stato evolutivo del sistema trapianti italiano e un approfondimento tematico sulle aree di lavoro che richiedono, in questa fase, una maggiore attenzione e sviluppo. La rete, infatti, è in continua evoluzione e, soprattutto negli ultimi tempi, il Centro Nazionale Trapianti ha messo in atto importanti cambiamenti organizzativi, come quello del passaggio da quattro a tre livelli di coordinamento con la nascita del Centro Nazionale Trapianti Operativo (CNTO), cioè il centro che gestisce tutte le emergenze, le segnalazioni dei donatori italiani, tutti i programmi di trapianto nazionali e gli scambi con i paesi europei.
È la prima volta che la Rete Nazionale Trapianti si ritrova in un momento di approfondimento e di confronto sulle tematiche prioritarie che riguardano il sistema e la numerosa partecipazione è stata la risposta ad una esigenza sentita da tutti gli attori del sistema.
Queste giornate hanno dato risposta alla volontà di mantenere un’organizzazione di rete particolarmente sensibile e reattiva verso gli stimoli o gli ostacoli derivanti dai cambiamenti in atto nel sistema sanitario e, allo stesso tempo, realizzando il tentativo di promuovere, seppur con le dovute differenze che caratterizzano le reti regionali, un tentativo di uniformità nell’affrontare e dare una risposta terapeutica soddisfacente ai pazienti candidati al trapianto.
Gli Operatori hanno potuto godere di un momento di ascolto e confronto articolato principalmente in due fasi: una prima giornata, in plenaria, dedicata alla presentazione dello stato generale della Rete Trapiantologica e alle principali linee di lavoro, una seconda giornata, dedicata alle sessioni tematiche.
Il lavoro all’interno di quest’ultime è stato di tipo seminariale, ossia fortemente caratterizzato dal confronto con i partecipanti su priorità, contributi e strategie di sviluppo presentate da alcuni discussant. Oltre a questo, gli Stati Generali hanno voluto essere anche l’occasione per una rappresentazione delle eccellenze e delle novità in atto.
Tra le tematiche più interessanti l’aggiornamento relativo al  programma di prelievo a cuore fermo, ormai avviato a un progressivo sviluppo e in considerazione che già alcuni trapianti, di fegato (Niguarda Milano), stanno dando risultati analoghi ai trapianti con organi prelevati con la tecnica classica.
Altro importante dibattito quello relativo ai trapianti da vivente (di rene in particolare) che stanno evidenziando risultati perlomeno sovrapponibili se non migliori ai trapianti da donatore cadavere. Oggi deve essere considerata la prima opzione superando di fatto alcune remore consolidate a livello scientifico e culturale. Un interessantissimo report, invece, su una singola donazione samaritana che, grazie all’organizzazione del CNTO, ha consentito tutta una serie di trapianti di rene in Italia grazie ad un frenetico e turbinoso quanto organizzato giro di organi. Si è infine discusso sulle strategie per incrementare il trapianto di rene da vivente. 
Per quanto riguarda il trapianto di cornee è stato ribadita l’assoluta sufficienza di cornee da trapiantare nel nostro Paese, rimarcando, dal punto di vista siciliano, la sperequazione fra la nostra regione e il resto d’Italia  mettendo in risalto le criticità e la non rispondenza alle esigenze siciliane dei prelievi di cornee e dell’efficienza di gestione delle banche delle cornee.
Non di secondo piano le relazioni sia sullo stato dell’arte dei trapianti di midollo osseo, che si confermano in Italia di sicura affidabilità, sia sui programmi per incentivare le donazioni di midollo. (s.c.)


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