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La Grande Famiglia di Palermo  
Individuare le strade per riuscire a dare continuità alle attività dell'Alzheimer Caffè anche dopo la conclusione dei tre anni previsti dal progetto. E' questa adesso l'intenzione dell'associazione "La grande famiglia onlus" diretta da Nino Cardaci, in collaborazione con l'associazione di familiari Alzheimer Palermo Afa. L'Alzheimer Caffè di Palermo è stato, finora, uno spazio di incontro e di accoglienza per i pazienti e i familiari, aperto una volta alla settimana, con una capienza di 25 posti. E' un ambiente confortevole dove ci sono divani e librerie e un angolo bar dove trascorrere settimanalmente un po' di tempo in compagnia di altre persone con gli stessi problemi, sotto la guida del personale della onlus che gestisce il progetto. L'equipe multidisciplinare è formata, oltre che da volontari, da uno psicologo, un assistente sociale, un operatore socio-sanitario, un terapista occupazionale, un educatore professionale, un infermiere professionale. Gli utenti vengono stimolati con attività ludico-ricreative a trascorrere un momento di serenità e armonia fatto a volte anche di musica, danza e disegni, insieme ad altri.
"Siamo l'unica realtà in Sicilia. Mi piace pensare che in questo momento si sta soltanto chiudendo un ciclo - afferma Nino Cardaci, il presidente dell'associazione ‘La grande famiglia' onlus -. C'è infatti, intanto, la volontà di continuare in autonomia anche con i nostri fondi che abbiamo raccolto con il 5X1000 perché riteniamo che il servizio abbia dato grossi benefici agli utenti e alle loro famiglie. Alle istituzioni chiediamo un luogo dove potere continuare le nostre attività. Dovremo lasciare l'attuale sede dell'Asp di cui abbiamo usufruito perché è scaduta la convenzione. Speriamo che, al più presto l'Asp predisponga un bando a cui noi potremo partecipare. Abbiamo pure fatto richiesta per un bene confiscato. Inoltre siamo spinti anche in altre parti della Sicilia dove per esempio a Francofonte (Sr) abbiamo presentato un progetto di Alzheimer caffè che rientrerà nel piano del distretto sociosanitario previsto dalla legge 328 mentre, privatamente prima di luglio realizzeremo un altro Alzheimer caffè con i nostri fondi a Ragusa. L'intenzione è quella di non gestire solo noi queste realtà ma di dare l'avvio e lanciare un modello affinché anche altre associazioni possano realizzare il servizio".
"Si è trattato, finora, di una bellissima esperienza i cui ritorni affettivi di queste persone sono straordinari. Abbiamo considerato tante altre possibilità per riuscire a continuare il servizio - aggiunge Valeria Giuliana presidente di Afa -. Le famiglie e gli utenti non verranno lasciate sole ma riusciremo in un modo o in un altro a garantire nuovamente tutte le attività. La casa non è le quattro mura e un indirizzo ma le persone che ci stanno dentro che sono tutte fortemente determinate e motivate a continuare".


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