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Amor di Patria
 A CENTO ANNI DAL 4 NOVEMBRE 1918
Questi giorni del 2018 sono culminati nel Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Una memoria ormai così lontana di generazioni e nondimeno necessaria per consolidare il benessere nella pace di quelle attuali ed il futuro delle prossime. Ho ricordi di mio nonno Emilio, Cavaliere di Vittorio Veneto, che a 29 anni benché sposato era stato richiamato quando, dopo la sconfitta di Caporetto, erano stati mandati al fronte anche i diciottenni, i Ragazzi del 1899. Per la prima volta dall’Unità d’Italia tutto il popolo italiano si trovò coinvolto nelle stesse vicende, fianco a fianco in divisa sul fronte o nella medesima angoscia civile che unificava in un comune sentimento di sofferenza. Non di esaltazione bellica bensì di solidarietà umana, per la prima volta nazionale. Fuori dalla retorica sconsiderata e rovinosa della guerra nobile, che “risolve” nulla quanto la morte, questa Memoria nazionale ammonisce e serve ad insegnare una nuova dimensione virtuosa di Amor di Patria: l’appartenenza al concerto delle famiglie umane che, pur ricchissime di differenze “d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”, si riconoscono nei principi universali di libertà, pace e uguaglianza in dignità e diritti. La grande Patria dell’Umanesimo che giustifica il senso del divino nell’anima e la sua trascendenza.

Credo che sia questo orizzonte di vita, nel procedere delle società politiche del mondo globale anziché verso un futuro buio, a far dire al Presidente della Repubblica nell’intervista sul Centenario del 4 Novembre 1918, da leggere e riflettere, che “…La frontiera del bene comune è diventata più ampia di singoli popoli o gruppi…e richiede apertura di pensiero ed iniziative rimodulate su questo scenario più ampio”. 

Non è troppo lunga la distanza e la relazione di queste considerazioni attuali di cultura politica dai temi della democrazia partecipata nell’attuazione del principio costituzionale di tutela della Salute che interseca tutte le dimensioni dello Stato Sociale, quella sanitaria, sociale, ambientale e culturale. Il filo del ragionamento risale al tema della responsabilità individuale di esercizio della cittadinanza e del rispetto dei doveri a fronte dell’esazione dei diritti. È il tema della formazione civica e del protagonismo della sussidiarietà orizzontale, dell’empowerment dei singoli cittadini, o associati, da favorire come sancito dall’art. 118 della Costituzione Italiana. Il tema - appunto - al centro del Corso avanzato al Cefpas per i Formatori/Animatori della Rete Civica della Salute, come rendicontato anche in questo numero.
Altri temi salienti della Sanità siciliana sono le nomine dei Direttori Generali della Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, ci si augura ormai prossime e felici nella scelta per competenza e merito ancorché dentro la discrezionalità fiduciaria della politica, e la conclusione dell’iter della nuova Rete Ospedaliera da cui discende lo sblocco dei concorsi per il rimpinguamento del personale sanitario.

                                                                                                                                  Pieremilio Vasta



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